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Itinerari | 01 agosto 2025 | 20:00

Nel regno nascosto della Valle dei Ratti, dove il granito del Masino si tuffa nelle acque del Lario

Una facile escursione di un giorno alla scoperta di un piccolo gioiello sopra il Lago di Novate Mezzola, tra grandi silenzi e aperti panorami, con l’accogliente bivacco Primalpia come punto di sosta

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
L'itinerario
Lombardia
E (escursionistico)
1150 m
4 h
Verceia, località Casten (900 m circa)
bivacco Primalpia (1980 m)

da Lecco si segue la Statale 36 e, a Colico, si prende per la Valchiavenna; giunti a Verceia, si prende la strada che sale in Val dei Ratti fino al suo termine (strada a pagamento)

La Valle dei Ratti è una laterale della Valchiavenna che si apre a oriente del Lago di Novate Mezzola, in sinistra orografica rispetto al fondovalle. È una piccola gemma delle Alpi Retiche, affacciata verso il Lago di Como e incorniciata da vette prestigiose, seppur poco conosciute, come Pizzo Ligoncio (3032 m), Sasso Manduino (2888 m), Cima del Desenigo (2845 m), Monte Spluga/Cima del Calvo (2967 m). È una valle nascosta, stretta tra la più grande e nota Val Codera a nord, l’anfiteatro del Masino a est, mentre a sud c’è la bassa Valtellina. È una valle misteriosa, che si deve “conquistare”, senza rifugi, o meglio, senza rifugi gestiti, perché ci sono il rifugio Volta (2212 m), per il quale bisogna chiedere le chiavi al Cai di Novate Mezzola, e poi c’è il bivacco Primalpia (1980 m), inaugurato nel 1995. È questa la meta di oggi, per un’escursione semplice sui vasti circhi glaciali di granito tipici di queste montagne. È un invito alla scoperta di un angolo “minore” delle Retiche, lontano dai sentieri del Masino o da quelli della Bregaglia, che comunque non sono mai troppo affollati (come sempre, basta salire di quota…). Una vera immersione nel silenzio dell’alta quota, dove poter spendere una notte (il bivacco, ottimamente attrezzato, ha 18 posti letto), per poi magari salire il Ligoncio o semplicemente raggiungere uno dei selvaggi passi intagliati nella lunga corona di creste, senza soluzione di continuità, che chiude questo scrigno.


Il piccolo borgo di Frasnedo (11287 m). © Massimo Turati

Antichi treni e borghi vivaci
Risalendo la tortuosa stradina da Verceia, si parcheggia poco prima della deviazione per il Tracciolino, in località Casten, e si attraversa subito la celebre ferrovia a scartamento ridotto degli anni Trenta, che serviva la vicina diga di Moledana (918 m). In effetti, seguendo il tracciato ferroviario si arriva al piccolo bacino artificiale, e si potrebbe salire al bivacco per una via più breve e diretta, ma si perderebbe il passaggio dal bel paesino di Frasnedo. Una bella mulattiera sale nel bosco, ci si può rilassare camminando, assaporare l’aria che si fa più leggera, con i profumi degli alberi e delle erbe che si mescolano ai rumori del vento e del torrente, e guardando verso il basso si può ammirare il lago incassato tra i ripidi pendii. In breve si raggiunge l’abitato di Frasnedo (1287 m), dove c’è l’omonimo rifugio, e che in estate si anima di bambini e famiglie. Superato il ridente borgo, si segue una larga carrareccia erbosa, che poi diventa sentiero, lungo la valle sul versante destro orografico, avvicinandosi progressivamente al torrente. Si cammina ancora nel bosco, e la breve discesa non deve ingannare: è l’unica della giornata, e da qui in avanti si inizia a fare sul serio. Perché oltre alcune baite, si arriva al bivio dove si deve svoltare a destra (indicazioni) per il bivacco Primalpia (a sinistra si prosegue per il rifugio Volta).


In arrivo al bivacco Primalpia (1980 m). © Mænsard Vokser

Verso il grande circo roccioso
La salita si fa più ripida, per il primo tratto nel bosco, poi esce su terreno più aperto con un traverso verso est, tra grandi ripiani “gobbosi” di pascoli alpini, da dove la meta è già ben visibile. Non manca molto, meno di 200 metri di dislivello tra erba e fioriture (ma questi monti sono stupendi anche in pieno autunno), ed eccoci al bivacco, un’antica baita risistemata, attrezzata con cucina e stufa e in una posizione incantevole. Come spesso accade, la concentrazione della fatica porta quasi a non accorgersi di quello che ci circonda. Qui, invece, seduti fuori dal piccolo edificio in pietra, ci si può immergere nel paesaggio. Il grande circo sommitale della Valle dei Ratti è lì, sembra un piccolo Masino, e in fondo il blasonato fratello è appena oltre quelle creste. Ma l’ambiente è più raccolto, nonostante la vastità, ha una dimensione quasi intima, nonostante raggiungere quelle cime e quelle creste richieda ore di cammino. Un’occhiata alla carta e il desiderio di esplorazione scatta in automatico: il Pizzo Ligoncio, una salita poco più che escursionistica (passi di I/II sulla facile cresta), o il Sasso Manduino, con il suo caotico e grande versante orientale, oppure il Passo di Primalpia, giusto per affacciarsi sulla Valle d San Martino, sopra Cataeggio, o la Bocchetta di Spassato, per la traversata verso la Val Codera. Le possibilità ci sono, poche ma buone, tutte di un certo impegno, ma servirebbe pernottare qui, nel silenzio della Valle dei Ratti, e calcare quei pendii al mattino presto. Il tempo, invece, passa tiranno, e le ombre che cominciano ad allungarsi suggeriscono di riprendere la strada di casa. L’unico dubbio è se seguire il percorso più diretto per la diga di Moledana, o aggiungere un po’ di salita per ripassare da Frasnedo, dove sorseggiare una birra fresca prima di tornare all’auto. Che scelta ardua…

 

 

IL PERCORSO
Regione: Lombardia
Partenza: Verceia, località Casten (900 m circa)
Arrivo: bivacco Primalpia (1980 m)
Accesso: da Lecco si segue la Statale 36 e, a Colico, si prende per la Valchiavenna; giunti a Verceia, si prende la strada che sale in Val dei Ratti fino al suo termine (strada a pagamento)
Dislivello: 1170 m
Durata: 4 h
Difficoltà: E (escursionistico)

 

Immagine di apertura: una panoramica sull’alta Valle dei Ratti. Sulla destra, il Pizzo Ligoncio (3032 m). © Paolo Mutti

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