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Nudm incalza Fugatti: “Nel 2021 già 11 femminicidi, questa non è un’emergenza ma un fenomeno endemico. Alle parole devono seguire i fatti”

Le attiviste di Nudm chiedono a Fugatti la reintroduzione dei corsi all’educazione nelle relazioni di genere mentre ai sindacati di proclamare uno sciopero generale in vista dell’8 marzo: “Sono i fatti che contano, così come contano le donne stuprate, ammazzate e sfruttate dagli uomini”

Foto d'archivio - marzo 2019
Di Tiziano Grottolo - 25 febbraio 2021 - 11:29

TRENTO. “Serve fare educazione alle pari opportunità e contro la violenza sulle donne in tutte le scuole” è questo il passaggio riportato in calce nella petizione lanciata da società civile e sindacati dopo l’ennesimo femminicidio in cui ha perso la vita Deborah Saltori. Nell’appello, sottoscritto anche da importanti personalità del mondo della politica, viene chiesto agli uomini di prendere coscienza di questo fenomeno e del fatto che “la violenza contro le donne non è una questione che riguarda altri”. Tra i firmatari pure il presidente della Provincia Maurizio Fugatti. Una sottoscrizione che non è passata inosservata soprattutto dalle parti del movimento di Non Una di Meno. “Vorremmo ricordare al governatore della nostra provincia – incalzano le attiviste – che nel dicembre del 2018 la sua Giunta per mano dell’assessora Stefania Segnana ha soppresso in tutte le scuole trentine i corsi all’educazione nelle relazioni di genere. Ci chiediamo quindi se la firma di questo appello sia stata fatta ‘a sua insaputa’ oppure frutto di un’improvvisa illuminazione divina”.

 

In sostanza Nudm chiede di passare subito dalle parole ai fatti “perché – spiegano – non basta una semplice firma sotto ad un appello”. La maggioranza che governa la Provincia si è spesso comportata in modo ambivalente: recentemente (su proposta di Futura, un partito di opposizione) è stato approvato il cosiddetto “assegno di autodeterminazione” per sostenere quelle donne che escono da una situazione di violenza. Contestualmente sono stati votati due ordini del giorno per impegnare la Giunta a promuovere corsi anti-violenza nelle scuole, ma ne è stato bocciato uno che chiedeva di reintrodurre i corsi per rieducare gli uomini violenti.

 

“Ci aspettiamo la riapertura immediata dei corsi – ribadiscono le attiviste – e che il presidente della Pat si dissoci pubblicamente ogni volta che, giusto per fare un esempio, qualcuno del suo partito si fa immortalare fiero in una foto mentre regge una torta con scritto ‘W la figa’”. Nell’occasione ad essere fotografati furono l’assessore all’istruzione Mirko Bisesti, il consigliere provinciale Gianluca Cavada e il presidente della Lega trentina Alessandro Savoi (che poi rivolse insulti omofobi a Il Dolomiti).

 

Eppure, come sottolineano le attiviste, per affrontare il problema è necessario liberarsi dalla “narrazione dell’emergenza”, perché “il fenomeno è endemico” e persino accettato in determinati contesti. “Non sono passati nemmeno due mesi dall’inizio di questo 2021 e sono già undici le donne vittime di femminicidio nel nostro paese. L’emergenza è un incendio improvviso, una tempesta, un fenomeno isolato, di certo non può essere considerata ‘emergenza’ un omicidio a settimana”. Per combattere il fenomeno Nudm chiede di usare la cultura: “Informando le istituzioni e la società tutta della situazione reale che le donne sono costrette a vivere e subire, per spingerle a reagire e a fare leggi che permettano di realizzare quell’uguaglianza che al momento non vediamo neanche con il binocolo”.

 

Come farlo? Per le attiviste proprio partendo dalla reintroduzione dei corsi sull’educazione alle relazioni di genere, sospesi nel dicembre 2018 dalla Giunta leghista. “Questi corsi, gestiti da professioniste del settore, parlavano di prevenzione alla violenza di genere e al bullismo, di riflessioni sulla disparità di genere nel mercato del lavoro, di guida a scelte formative che possano esprimere i talenti di ogni persona e di rappresentazione mediatica di uomini e donne”. Infine Nudm ha una richiesta anche per i sindacati di Cgil, Cisl e Uil affinché proclamino in vista dell’8marzo uno sciopero generale in quanto sono i fatti che contano, così come contano le donne stuprate, ammazzate e sfruttate dagli uomini”.

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