''Guerra dell'acqua'', Ambrosi: ''Si punti con forza sui bacini idrici artificiali per avere riserve: possono garantire sicurezza di approvvigionamento per il futuro''
La consigliera provinciale di Fratelli d'Italia, Alessia Ambrosi: "Sarebbe fondamentale produrre energia idroelettrica per ridurre la dipendenza dalle importazioni, c'è poi una forte necessità di sostenere la produzione agricola". La richiesta di ragionare per tempo sulla dichiarazione di stato di emergenza ma il vice presidente Tonina ha rassicurato sulla situazione attuale

TRENTO. "L’utilizzo dell’acqua diventa, anche in un territorio teoricamente ricco di questa risorsa, elemento di criticità che deve essere affrontato con misure d’urgenza e di lungo periodo". A dirlo Alessia Ambrosi, consigliera provinciale di Fratelli d'Italia. "A fronte di una situazione difficile, non si deve aspettare che gli eventi precipitino e diventa necessario prepararsi a chiedere al governo uno stato di emergenza. E' fondamentale poi lavorare sulla nostra capacità di stoccaggio idrico".
Una possibile soluzione? "Puntare con forza - aggiunge Ambrosi - sulla realizzazione di bacini idrici artificiali che possono rappresentare fondamentali riserve d’acqua di cui avremo sempre più bisogno in futuro per dare continuità e sicurezza all'approvvigionamento idrico per tutto l’anno".
E' un momento molto complesso tra la crisi energetica, iniziata già l'anno scorso e che si è acuita con l'invasione militare della Russia in Ucraina. In questa crisi si inserisce la siccità. "Una 'tempesta perfetta' che causa enormi disagi tanto al comparto agricolo quanto all’idroelettrico. Sarebbe fondamentale - dice la consigliera provinciale di Fratelli d'Italia - produrre energia idroelettrica per ridurre la dipendenza dalle importazioni, ma c'è anche una forte necessità di sostenere la produzione agricola".
La siccità e la carenza dell'acqua hanno aperto anche un caso tra Veneto, Trentino e Alto Adige. Il territorio veneto, così come molte altre zone, registra un calo di livello dei fiumi e questo si ripercuote anche sulla possibilità di irrigare i campi: l'agricoltura avrà questa necessità da metà maggio ma la stima attuale è quella di avere risorse per una ventina di giorni nel Bellunese.
La richiesta avanzata a Trento e Bolzano nelle scorse settimane è stata quella di aumentare la portata del fiume Adige: il Trentino dovrebbe aumentare di 20 metri cubi al secondo l'immissione di acqua. Ma le dighe in montagna soffrono e anche i bacini delle centrali idroelettriche non presentano condizioni tanto migliori (Qui articolo). Intanto a Belluno si valutano misure di razionamento: certa la riduzione della portata ma si ipotizza addirittura uno stop per alcune delle 2.300 fontane pubbliche della provincia (Qui articolo).
"L’utilizzo dell’acqua diventa, anche in un territorio teoricamente ricco di questa risorsa, elemento di criticità che deve essere affrontato con misure d’urgenza e di lungo periodo. Come confermato dall’assessore Tonina - evidenzia Ambrosi - la situazione è critica con i primi 6 mesi dell’anno ormai compromessi per l’idroelettrico e un’agricoltura che, nonostante le piogge degli ultimi giorni, non può far conto su una adeguata scorta di precipitazioni nevose invernali e piovose primaverili. Come giustamente rimarcato dalla Pat, se la situazione non dovesse migliorare sarà necessario richiedere al Governo lo stato di emergenza. Auspico che, in un contesto simile, questa richiesta avvenga prontamente e non si aspetti che la situazione precipiti, in modo da dare risposte concrete e rapide ai settori in crisi".
In Aula, sul punto, l'assessore, ricordando che il problema è all’attenzione della Giunta, ha spiegato che la proclamazione dello stato di emergenza deve trovare il presupposto in una situazione di carenza idrica a livelli emergenziali che, a oggi, gli uffici provinciali del Dipartimento protezione civile non hanno rilevato per il territorio trentino.
"Non si ritiene - commenta Tonina - che ricorrano le condizioni per richiedere al Governo la proclamazione dello stato di emergenza per la nostra Provincia. In ogni caso ha informato che l’amministrazione provinciale sta seguendo attentamente l’evolversi della situazione della criticità idrica e adotterà, se sarà il caso, i provvedimenti conseguenti. Inoltre, non sono state segnalate all’assessorato situazioni di grave dissesto finanziario da parte dei produttori idroelettrici, benché si sia a conoscenza del fatto che il limitato apporto idrico stia determinando una significativa riduzione della produzione di energia che si somma agli effetti delle misure introdotti dal 'decreto sostegni ter' limitative dei prezzi di vendita dell’energia prodotta"; l'assessore ha concluso esortando a non dimenticare che i canoni da un lato e il prelievo del decreto sostegni ter sui sovra canoni, sono una importante fonte di entrata, da un lato per i bilanci pubblici provinciali e quindi per l’erogazione dei servizi e opere dei cittadini, dall’altro per la disposizione introdotta sul bonus energia per le famiglie gravate da costi che sono più che triplicati da dicembre scorso.
Negli scorsi giorni il governatore Luca Zaia ha firmato una nuova ordinanza per dichiarare lo stato di crisi idrica nel territorio regionale (Qui articolo). E per fronteggiare le sempre più frequenti crisi idriche, il Veneto auspica la convocazione di un tavolo tecnico di coordinamento per definire una gestione sovraregionale. Un incontro che ci sarà ma Tonina ha spiegato che "il Trentino ha fatto la sua parte, Veneto e Lombardia dovranno ragionarci e utilizzare bene le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per andare in una direzione più sostenibile" (Qui articolo).
Il Bellunese ha evidenziato la necessità di pianificare il futuro, soprattutto sul fronte dell'accumulo. A incidere anche il cambiamento climatico con inverni sempre più secchi e caldi, così come eventi meteo più intesi e brevi. A Il Dolomiti il noto meteorologo Luca Mercalli ha spiegato che "pianificare il futuro è un tema strategico: le temperature si alzeranno ancora e l'estate si allungherà, dopo le siccità dovremo gestire le alluvioni" (Qui articolo).
"E' fondamentale lavorare sulla nostra capacità di stoccaggio idrico: non si può sottostimare la possibilità che episodi di siccità come quello attuale si ripetano con maggiore frequenza in futuro. Bisogna dunque puntare con forza, per esempio, sulla realizzazione di bacini idrici artificiali che non vanno derubricati a mere attrazioni turistiche, ma possono rappresentare fondamentali riserve d’acqua di cui avremo sempre più bisogno in futuro per dare continuità e sicurezza all'approvvigionamento idrico per tutto l’anno", conclude Ambrosi.


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