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Gli Schützen chiudono l'anno con un video rap ma scoppia l'ennesima polemica. "E' misogino e sessista"

In un anno caratterizzato da iniziative foriere di polemica, il Südtiroler Schützenbund ha deciso di salutare il 2020 con un video rap. Tra i soliti refrain nazionalistici, però, qualcuno ci ha intravisto una visione della donna tradizionalista e sessista. E la Commissione provinciale per le pari opportunità ha lanciato una petizione affinché i cappelli piumati chiedano pubblicamente scusa

Di Davide Leveghi - 06 gennaio 2021 - 16:09

BOLZANO. Nell'anno della “corona di spine” a Trento (QUI e QUI gli articoli), delle scritte infuocate comparse sulle montagne per protestare contro il controllo di Roma durante il lockdown (QUI l'articolo), degli immancabili blitz sulla toponomastica (QUI l'articolo) e del quiz “Los von Rom” sulle inefficienze fiscali italiane (QUI l'articolo), il Südtiroler Schützenbund non manca di suscitare polemiche nemmeno l'ultimo giorno del 2020. Sui propri canali, l'associazione che riunisce tutti i gruppi territoriali della provincia di Bolzano ha voluto omaggiare l'Heimat attraverso un pezzo rap.

 

Tra immagini dei “martiri per la libertà”, iniziative della stessa Lega degli Schützen e foto storiche, in una cantina illuminata dalle candele – a richiamare le Katakombenschulen in cui si insegnava clandestinamente la lingua tedesca, proibita dal fascismo – il comandante Jürgen Wirth Anderlan si dà alle rime in un progetto, “Mamma Tirol”, per il quale “i nostri critici ci faranno a pezzi e i nostri fan balleranno sui tavoli”.

 

 

 

 

Le critiche, effettivamente, non sono mancate. E non tanto per le tematiche ricorrenti, dagli omaggi al terrorista Sepp Kerschbaumer, considerato un “combattente per la libertà” (QUI un approfondimento), al linguaggio patriottardo (“I traditori della patria sono sempre di più, non hanno rispetto nemmeno dei propri padri, non conoscono Andreas (Hofer, ndA) ma solo Greta (Thunberg, ndA)”), quanto per la considerazione delle donne “passata” dal video.

 

E' ora di finirla. Un anno eccezionalmente difficile si conclude con un insulso video musicale degli Schützen. Alla fine dell'anno l'associazione provinciale degli Schützen ha pubblicato un video, un rap in lingua tedesca, nel quale le donne, insultate e denigrate, vengono definite 'puttane da quattro soldi' che 'se ne stanno a casa'”, comincia il testo ad accompagnamento di una petizione finalizzata a richiedere le scuse pubbliche da parte di Anderlan (QUI il link).

 

Nel video, che trasuda maschilismo, sessismo, nazionalismo e molto altro, le donne sono solo accessori decorativi a disposizione degli uomini e a loro subordinate – continua – ancora una volta vengono riproposte le tradizionali gerarchie di genere. Che la figura della donna sia spesso svilita nei testi rap non è una novità. Siamo dell'idea che testi e video sessisti come quello degli Schützen non possano e non debbano essere in nessun caso tollerati e non vadano in alcun modo giustificati come forme di 'libertà d'espressione' o come 'espressione artistica'. Attraverso il video gli Schützen legittimano la misoginia”.

 

L'accusa di sessismo si aggrava considerando anche il fatto di cronaca avvenuto a Frassilongo il 29 gennaio, con l'omicidio della pastora Agitu Ideo Gudeta. “L'odio, anche verbale, va fermato. Questo penoso brano musicale testimonia quanto sia urgente e non più rinviabile nella nostra provincia l'avvio di un serio confronto e di un approfondito dibattito sul sessismo […] Questo video è uno schiaffo e un insulto anche alle tante donne che svolgono lavori indispensabili per la tenuta del nostro sistema sanitario e sociale e che, mentre gli Schützen 'cantano', sono in prima linea per combattere il Coronavirus”.

 

La Commissione provinciale per le pari opportunità – da cui sono immediatamente arrivate delle critiche nei confronti del video 'Mamma Tirol' – invita pertanto la società a non tollerare nessuna forma di violenza di genere, compresa quella verbale presente anche nei test i nei video musicali, a non ascoltare queste canzoni e in nessun caso a diffonderle e/o pubblicarle sui social media. Perché la violenza contro le donne ci riguarda tutti e tutte. Per questi motivi chiediamo l'immediata eliminazione del video, una scusa pubblica del comandante degli Schützen e informazioni riguardo a finanziamenti o contributi pubblici per la produzione, realizzazione e/o pubblicazione del video e l'eventuale ammontare del finanziamento”.

 

Quanto la misoginia abbia a che fare con questo video, lo lasciamo al lettore o all'ascoltatore, ma di certo i valori promossi da queste associazioni folkloristiche e nostalgiche non è una novità che si ispirino al cattolicesimo più conservatore e oscurantista. Ammantati da un linguaggio giovanile come quello del rap, dunque, i “principi sacri” a cui ci si richiama rimangono sempre gli stessi (Dio, la patria, il "Kaiser" che incarna, così come la "terra dei padri", la tradizione).

 

Le sovvenzioni ai cappelli piumati, d'altronde, sono da tempo al centro di polemiche. Dopo la campagna lanciata in occasione della tradizionale commemorazione di Sepp Kerschbaumer al cimitero di Appiano – ridotta a causa della situazione pandemica (QUI l'articolo) – il referente regionale per Fratelli d'Italia e consigliere provinciale Alessandro Urzì aveva riproposto una mozione per la revoca dei finanziamenti pubblici, scontrandosi con la contrarietà dell'Svp e l'astensione dei suoi alleati di giunta leghisti.

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