La via di arrampicata era stata schiodata da mani ignote. Con 30 chiodi resinati e nuove soste è stata ripristinata. Il Cai: "Onorata la volontà degli apritori"

Si dice che fu il primo sesto grado delle Apuane, sulla parete nord del Monte Procinto, aperto in artificiale da Giancarlo Dolfi e Paolo Melucci nel 1955. Nel giugno scorso la via era stata trovata completamente schiodata: probabilmente un atto provocatorio contro l'attrezzatura a spit. La comunità alpinistica locale però non ci sta: "Si è trattato di un gesto di vandalismo". Pertanto, alcuni volontari del Cai e le guide locali hanno deciso di riallestire interamente la via

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Lo scorso giugno, la popolare via Dolzi Melucci, una multipitch sulla parete nord del Monte Procinto, nelle Alpi Apuane, era stata schiodata da ignoti senza alcuna rivendicazione. Il gesto - poiché contrario alla volontà dei primi apritori - aveva scatenato l'indignazione e la condanna della comunità alpinistica locale che prometteva provvedimenti. Oggi, la comunità coesa ha dato concretezza alle parole: la via è stata interamente richiodata.
L'intenzione di ripristinare l'allestimento della via era già emersa negli scorsi articoli, in cui riportavamo i pareri su questo gesto della guida alpina locale Roberto Vigiani e del Cai Lucca, ai quali si è poi aggiunto l'intervento del Cai di Firenze. Tutti sembravano d'accordo nel giudicare la schiodatura come un vero e proprio atto di "vandalismo".
I lavori si sono svolti il 7 agosto scorso, quando la chiodatura è stata interamente ripristinata con il posizionamento di circa 30 chiodi resinati, sostituendo gli ancoraggi danneggiati e tutte le soste.
Tra le foto dei lavori di manutenzione, spicca il cartello rivolto ai futuri primi ripetitori: "Richiodata il 7 agosto 2026. Aspettare l'8 agosto prima di scalarla. A chi la fa per primo: controllare che la resina dei fittoni sia indurita".

A darne notizia è il sito web climbingutscany.it, un progetto di divulgazione e raccolta fondi dedicato all'arrampicata outdoor in Toscana, che si impegna ad investire i proventi delle donazioni nell'acquisto di attrezzatura, per poi fornirla a coloro che chioderanno le vie secondo le linee guida dell'Associazione Guide Alpine.
"Il lavoro e stato concordato con la comunità arrampicatoria locale ed effettuato anche grazie al contributo del Cai di Firenze che ha voluto fortemente onorare la volontà di Giancarlo Dolfi e Paolo Melucci, scomparsi pochi anni fa: la loro volontà era che la via fosse attrezzata in maniera moderna, così che fosse alla portata di molti".
La Dolzi Melucci, infatti, è una delle vie più conosciute in zona: aperto in artificiale nel 1955, si dice che fu il primo VI grado delle Apuane. Negli anni successivi attorno ad esso sono comparse molte altre linee, anche sui versanti più repulsivi, e al giorno d'oggi, la Dolfi/Melucci è tra le vie col grado più abbordabile del Procinto.

Il lavoro pratico, spiegano i diretti interessati, è stato effettuato da alcuni volontari, alcuni soci dell'associazione Apex del Cai di Lucca e da Climbintuscany.it con le Guide Alpine di Prorockoutdoor.
"Sempre grazie a chi continua con il lavoro gratuito di attrezzatura e manutenzione delle falesie della Toscana, ai webmaster e creatori di climbintuscany.it che hanno reso consultabile tante info, agli editor di climbintuscany.it, per il loro tempo e la condivisione del proprio lavoro e a chi sta contribuendo con le donazioni".












