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Ambiente | 08 agosto 2025 | 19:00

In cinquant'anni si è ritirato di oltre mezzo chilometro: i cartelli mostrano dove arrivava il ghiacciaio del Ciardoney e il suo rapido declino

Una serie di tabelle, distribuite su una distanza di circa 500 metri, segnalano visivamente l’arretramento del ghiacciaio del Ciardoney (Gran Paradiso): nell'ultimo mezzo secolo, il regresso documentato è di oltre cinquecento metri

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

Una serie di tabelle azzurre, distribuite su una distanza di circa 500 metri, segnalano visivamente l’arretramento del ghiacciaio: all’inizio di questa settimana, è stata completata l'installazione dei cartelli che indicano alcune tappe del ritiro della fronte del Ciardoney (sul Gran Paradiso). Nell'ultimo mezzo secolo, il regresso documentato è di oltre mezzo chilometro.

 

A darne notizia è Nimbus, il canale informativo della Società Meterologica Italiana, che spiega come l’iniziativa abbia l’intento di conservare la memoria dei ghiacciai, "anche e soprattutto di quelli che entro pochi decenni non ci saranno più", aderendo pienamente allo spirito dell’anno internazionale dei ghiacciai indetto delle Nazioni Unite.

 

Su ciascun cartello campeggia un numero, che ricorda l’anno di riferimento e quindi la posizione raggiunta dal ghiacciaio in quel preciso momento storico. Ogni indicazione può essere vista come una tappa di un viaggio a ritroso nel tempo, che mostra in modo tangibile quanto terreno abbia perso il Ciardoney negli ultimi decenni. In cinquant'anni, come anticipato, la parte più bassa della lingua glaciale si è ritirata di oltre mezzo chilometro.

 

“Percorrendo la piana proglaciale verso la fronte ci si potrà rendere conto dell'accelerazione del regresso negli ultimi decenni, giacché i cartelli, riferiti a intervalli di tempo (quasi) regolari, tendono a essere sempre più distanti tra loro”, spiega Nimbus.

Grazie ai dati raccolti in anni di campagne di osservazione Centro Glaciologico Italiano (Cgi), è stato possibile segnare le posizioni della fronte nelle diverse annate, trasformando numeri e tabelle in un percorso fisico e visibile. Il percorso è pensato per mostrare, passo dopo passo, l'accelerazione del ritiro: man mano che ci si avvicina alla fronte attuale, i cartelli si fanno sempre più lontani uno dall’altro, segno che la velocità con cui il ghiacciaio si sta ritirando è aumentata in modo impressionante negli ultimi decenni.

La ricostruzione delle posizioni della fronte in annate significative è stata possibile rintracciando i vecchi massi-segnale istituiti per le misurazioni, cominciate nel 1971 con l'operatore Gianpaolo Ravarino e riprese con continuità nel 1986 da Luca Mercalli e Fulvio Fornengo, e analizzandone i dati contenuti nelle relazioni delle campagne di osservazione del Comitato Glaciologico Italiano”, spiega Nimbus.

 

La posa dei cartelli sul Ciardoney, realizzata grazie alla collaborazione tra Società Meteorologica Italiana (Smi), Cgi, Comune di Ronco Canavese e Parco Nazionale Gran Paradiso, rientra nel "percorso glaciologico Federico Sacco", un itinerario tematico che si sviluppa tra il bivacco Revelli (posto a 2610 metri di quota nel Vallone di Forzo (Valle Soana) e la stazione di misura Smi, situata a 2850 metri di altitudine, all’imbocco del pianoro antistante la fronte del ghiacciaio.

Durante il sopralluogo per l'installazione, il team ha colto l'occasione per effettuare alcune manutenzioni alla stazione meteorologica e osservare lo stato attuale del ghiacciaio, percorrendolo fino al Colle Ciardoney (3120 metri). Le rilevazioni mostrano un quadro allarmante: nonostante le nevicate abbondanti di pochi mesi fa, quasi la metà del Ciardoney è già priva della neve invernale, esponendo il ghiaccio sottostante all'azione del sole e degli agenti atmosferici. Le perdite di spessore, nelle porzioni scoperte, sono comprese tra i 25 e i 40 centimetri.
 

“Tra poco più di un mese torneremo per la valutazione finale del bilancio di massa, che - anche alla luce della grande ondata di calore dei prossimi giorni - fin da ora si annuncia nuovamente negativo”, aggiungono gli esperti.

 

Al termine della stagione invernale, il ghiacciaio Ciardoney presentava accumuli nevosi importanti. A fine maggio, come riportato in questo articolo, lo spessore nevoso medio di circa 430 centimetri aveva fatto registrare un valore più elevato del 57% rispetto alla media del periodo omogeneo 2012-2024, nonché uno tra i più elevati in 34 anni di misure. Nel comunicare tale dato, gli esperti avevano aggiunto: "Purtroppo, non basta a cancellare le preoccupazioni per il futuro dei ghiacciai, sempre più minacciati da estati torride". In effetti, già a inizio luglio, il manto nevoso risultava "esaurito sul pianoro antistante la fronte del Ghiacciaio Ciardoney (2850 metri)". 

 

Le fotografie presenti nell'articolo sono di Nimbus - Smi

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