"Ogni ghiacciaio sembra avere una sua comunità batterica, una sua biodiversità: è una sorta di isola diversa dalle altre". In uno dei luoghi meno studiati al mondo nasce un documentario

La videocamera segue un team di glacio-speleologi, attraverso mulini e grotte glaciali, fino al cuore del Ghiacciaio dei Forni, nel Parco Nazionale dello Stelvio. Il cortometraggio "Ghiaccio vivo", coprodotto da Federica Nova e Michele Oggioni in collaborazione con l'Università degli Studi di Milano-Bicocca, rappresenta un’escursione in un mondo antico, dove finora non abbiamo avuto l’attenzione di guardare

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
«Ogni ghiacciaio sembra avere una sua comunità batterica, una sua biodiversità, sembra essere una sorta di isola diversa dalle altre».
È questo forse il messaggio essenziale che filtra attraverso i riflessi bianchi e blu di Ghiaccio Vivo, documentario coprodotto da Federica Nova e Michele Oggioni, un’escursione in un mondo antico, dove finora non abbiamo avuto l’attenzione di guardare. La videocamera segue un team di glacio-speleologi, attraverso mulini e grotte glaciali, fino al cuore del Ghiacciaio dei Forni, nel Parco Nazionale dello Stelvio. L’obiettivo è prelevare carote di ghiaccio che conservino traccia della biodiversità peculiare che abita il ghiacciaio, testimonianza ultima di un ecosistema che scompare giorno per giorno.
«Dal 2012 i ghiacciai sono stati ufficialmente riconosciuti come biomi, cioè luoghi capaci di ospitare forme di vita». Il Ghiacciaio dei Forni, uno dei luoghi meno studiati al mondo, è allora preso a modello come habitat, sede di una biodiversità del tutto peculiare, anche rispetto ad aree glaciali distanti pochi chilometri.
Il cortometraggio, realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi Milano - Bicocca, vuole sensibilizzare su una conseguenza spesso trascurata tra gli effetti della fusione dei ghiacciai: la perdita di questo habitat naturale, e, con esso, della possibilità per noi di conoscerlo. Si tratta di una biodiversità presente non solo in ambiente sovraglaciale, tradizionalmente preso in considerazione, ma anche subglaciale ed endoglaciale. Ogni ghiacciaio ospita infatti una singolare comunità batterica, forse capace di particolari servizi ecosistemici che ancora ignoriamo, che si riduce di pari passo con l’arretramento dei ghiacciai.
L’effettiva utilità dei microorganismi nell’opera di bonifica di aree inquinate è, ad oggi, presa altamente in considerazione dalla comunità scientifica; il che, come ultima generazione che può effettuare questo tipo di ricerca in ambito alpino, ci investe di un obbligo morale nei confronti delle future generazioni.
Con forte curiosità fotografica per le luci ed i colori di questi mondi alieni, Ghiaccio Vivo ci ricorda il piacere della profondità, la stretta interconnessione tra singolare ed universale, l’eccezionalità del vicino.














