Prima in Europa, l’Italia tutelerà i "Boschi monumentali": non solo foreste di pregio naturalistico, ma paesaggi culturali risultato della storica interazione tra umani e natura

Una particolare novità contenuta nella nuova legge sulla montagna: oltre agli Alberi monumentali, ai Boschi vetusti e ai Boschi da seme, l'Italia ora tutelerà anche i Boschi monumentali. È la prima iniziativa del genere nel continente europeo: l'obiettivo è conservare quei boschi che sono il risultato dell'opera dell'uomo nel corso della storia

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Alla lista dei tanti monumenti che costellano il Bel Paese saranno presto aggiunti anche dei boschi.
La nuova legge sulla montagna, approvata definitivamente lo scorso 10 settembre, contiene infatti alcune novità che riguardano anche la tutela e la valorizzazione del patrimonio forestale nazionale. Tra queste la modifica alla legge 14 gennaio 2013 n. 10, che determina l’istituzione dei “Boschi monumentali”, così definiti dal testo normativo:
“Le formazioni boschive naturali o artificiali ovunque ubicate che per età, forme o dimensioni, ovvero per ragioni storiche, letterarie, paesaggistiche, culturali e spirituali presentino caratteri di preminente interesse, tali da richiedere il riconoscimento di una speciale azione di conservazione”.
Oltre ai singoli Alberi monumentali quindi, oggi 4.750 esemplari, verranno tutelate dal nostro Paese anche delle intere superfici boscate con queste peculiari caratteristiche di “monumentalità”.
Proviamo a capire meglio cosa significa attraverso le parole che Mauro Agnoletti, docente di Storia del paesaggio e Pianificazione forestale all'Università di Firenze e titolare della Cattedra UNESCO sul paesaggio rurale, ha affidato alla sua pagina Facebook: “L'obiettivo è tutelare boschi che sono il risultato dell'opera dell'uomo nel corso della storia. Non si tratta quindi di boschi con alberi di grandi dimensioni di origine naturale. Si tratta di una piccola rivoluzione che cerca di ampliare l'idea di cosa sia meritevole di tutela nel settore forestale. Una abetina del Cadore, gestita dal XV secolo per la produzione di legname per Venezia, può essere meritevole di tutela, così come un castagneto da frutto o una pineta di pino domestico, entrambi boschi di origine artificiale. Si cerca così di mettere ordine alla confusione che spesso impedisce di distinguere ciò che è definito come naturale da ciò che è di origine culturale. È la prima legge del genere nel continente europeo (anche se nel Regno Unito qualcosa di simile fu fatto nel 1980) e si affianca al registro nazionale dei paesaggi rurali storici, altra iniziativa unica in Europa”.
Per comprendere invece come sarà messa in pratica questa novità abbiamo contattato Alessandro Cerofolini, Dirigente dell’Ufficio della Direzione Foreste del Masaf - Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, che si occuperà direttamente della tutela di questi “monumenti viventi”.
“Con la nuova legge sulla montagna sono stati istituiti i Boschi monumentali d’Italia. Siamo i primi in Europa a riconoscerli e a tutelarli”, commenta Cerofolini. “I Boschi monumentali, riconosciuti come tali dalle Regioni e dalle Province Autonome e inseriti in un Elenco nazionale, saranno tutelati dalla Direzione generale delle foreste, che si avvarrà del supporto operativo dei servizi forestali regionali”.
“Come Direzione generale delle foreste, grazie al Gruppo di lavoro presieduto dal Prof. Mauro Agnoletti”, continua Cerofolini, “abbiamo già individuato i requisiti tecnici che devono avere i boschi per essere dichiarati monumentali e abbiamo anche già redatto le linee guida per la loro gestione, la quale sarà molto simile a quella relativa agli Alberi monumentali”.
Attenzione però a non confondere “Boschi monumentali” e “Boschi vetusti”, due concetti molto differenti. Se i primi sono strettamente legati ad aspetti culturali, cioè alla presenza di testimonianze storiche dell'interazione secolare tra esseri umani e natura, i secondi sono lembi di foresta dove ad essere rimaste intatte sono caratteristiche di naturalità tipiche di boschi indisturbati: l’obiettivo dell'istituzione di questi ultimi non è di conservare paesaggi colturali, ma di proteggere la biodiversità caratteristica di ambienti molto rari in Italia ed Europa.
“In sostanza”, conclude Cerofolini, “questo insieme di tutele - gli Alberi e i Boschi monumentali, i Boschi vetusti e quelli da seme (dove è possibile raccogliere seme locale per i vivai, in modo da conservare le caratteristiche genetiche tipiche dei diversi territori) rappresentano il futuro della conservazione della natura e della cultura forestale in Italia: la grande sfida che la Direzione generale delle foreste sarà chiamata ad affrontare nei prossimi anni. Proprio per questo, auspico un potenziamento della Direzione generale delle foreste attraverso l'istituzione di un Servizio tecnico forestale nazionale a supporto di Ministero, Regioni, Comuni e Parchi”.
Tornando ai Boschi monumentali, l’auspicio è che essi possano diventare il cuore di iniziative di conoscenza del passato dei nostri territori forestali, al centro di eventi, escursioni, giornate di studio, attività artistiche e culturali. Conoscere la nostra travagliata ma anche meravigliosa storia di interazione tra esseri umani e alberi è importante tanto quanto tutelare particolari habitat e specie protette. Queste due diverse forme di tutela non sono affatto da considerare in contrapposizione: fanno parte, al contrario, del tentativo di promuovere uno sguardo più attento, sensibile e consapevole al bosco: custode di natura, certo, ma anche di cultura e servizi ecosistemici. Non uno sfondo verde misterioso e sconosciuto, ma un complesso insieme di valori da conoscere, conservare e utilizzare in modo responsabile.
In copertina il Bosco Sacro di Monteluco (Spoleto), un esempio di possibile Bosco monumentale scelto per criteri storici, culturali e spirituali. Foto Manuela Rosi - Wikimedia Commons













