Contenuto sponsorizzato
Ambiente | 02 luglio 2025 | 16:00

Sul Ghiacciaio Ciardoney la neve si è esaurita con 9 giorni di anticipo: "Un giugno con temperature oltre 3 °C sopra media ha determinato una rapida fusione"

Ai piedi del ghiacciaio non c'è più neve: questo nonostante le abbondanti nevicate di marzo-aprile, che avevano garantito uno spessore nevoso considerevole (in media oltre 4 metri di neve: +57% rispetto al periodo 2012-2024). A lanciare l'allarme è la Società Metereologica Italiana

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

“Da ieri, martedì 1° luglio 2025, il manto nevoso si è esaurito sul pianoro antistante la fronte del Ghiacciaio Ciardoney (2850 metri, Gran Paradiso)”. Un torrido mese di giugno, con una temperatura di oltre 3°C sopra la media, comincia già a far sentire i suoi effetti.

 

A riportare la notizia è Nimbus – Società Metereologica Italiana, che, in un post di lunedì 30 giugno, lanciava l’allarme per un possibile aumento termico di due gradi in questo secolo, che renderebbe più probabili, frequenti e intense le precipitazioni che normalmente caratterizzano il periodo estivo. Questi rovesci sarebbero all’origine delle innumerevoli frane cui assistiamo in questi giorni, soprattutto nel nord della Penisola (ne abbiamo parlato in questo articolo).

 

Questa volta, sempre tramite un post su Facebook, Nimbus inizia a contare i danni di questa tendenza. Ai piedi del Ghiacciaio Ciardoney, sul Gran Paradiso, non c'è più neve. Nonostante le abbondanti nevicate di marzo-aprile, che avevano garantito uno spessore nevoso considerevole (in media oltre 4 metri di neve: +57% rispetto al periodo 2012-2024 - QUI articolo), “un giugno con temperature oltre 3 °C sopra media ha determinato una rapida fusione della neve, che dunque si è esaurita precocemente, con 9 giorni di anticipo rispetto alla data mediana di scomparsa (9 luglio)”.

La rilevazione sul Gran Paradiso è stata effettuata grazie all’asta nivometrica posizionata sul pianoro di fronte il Ghiacciaio, cha dall’inverno 2012-13 permette alla Società Metereologica di monitorare e seguire via webcam lo stato dell’innevamento.

 

Il periodo di osservazione, pari a 13 stagione invernali, è ancora scarso per la climatologia - precisa Nimbus -; ma è ugualmente sufficiente a farsi un’idea rispetto agli anni recenti. Stando ai dati della Società, scomparse del manto in questo periodo, se non ancor prima, si sono verificate nel 2015, nel 2021, nel 2022 - quando l’esaurimento è arrivato addirittura il 24 maggio - e nel 2023. Questi dati coincide con stagioni segnate da marcate perdite della massa glaciale.

 

Fortunatamente, si fa presente nel post, ad ora la scomparsa del manto è limitata alla zona che precede il ghiacciaio, mentre quest’ultimo rimane coperto da una coltre, seppur minima. C’è però da aspettarsi che questa inizi ad esaurirsi già dalla metà del mese corrente, lasciando esposte porzioni di ghiaccio vivo.

 

“La rapidità della fusione nivale in corso - conclude Nimbus - non promette bene per il bilancio di massa glaciale, che dipenderà dalle condizioni climatiche dei prossimi due-tre mesi. Ne riparleremo a settembre”.

 

 

Foto in apertura dalla pagina Facebook Società Metereologica Italiana - NIMBUS

SOSTIENICI CON
UNA DONAZIONE
Contenuto sponsorizzato
recenti
Cultura
| 02 maggio | 12:00
Nel cuore delle Alpi Apuane, a Pasquigliora, dal 2023 una casa‑museo restituisce al territorio la voce e lo sguardo [...]
Ambiente
| 02 maggio | 06:00
Il Negrone, principale torrente della zona e tributario alto del Tanaro, rappresenta un caso emblematico di questa [...]
Cultura
| 01 maggio | 19:32
Con grande soddisfazione ed emozione, vi comunichiamo che il progetto L'Altramontagna ha vinto il [...]
Contenuto sponsorizzato