Contenuto sponsorizzato
Ambiente | 09 dicembre 2025 | 12:00

Un messaggio transfrontaliero sul futuro delle foreste alpine: "Il dialogo tra regioni e Paesi sulla gestione è, oggi come in passato, una necessità strategica"

A inizio novembre, a Trento, si è tenuta un'importante tavola rotonda per discutere di collaborazione transalpina sul tema della gestione forestale sostenibile. Le riflessioni emerse attraverso le parole di Giovanni Giovannini, dirigente del Servizio Foreste della Provincia autonoma di Trento

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

Il settore forestale europeo sta attraversando un periodo di repentini cambiamenti che coinvolgono tutte le componenti del complesso sistema che va dal bosco alla filiera del legno e non solo. In questo tempo di "policrisi" (ambientale, climatica, sociale) i territori alpini, ancor più che in passato, dovranno affrontare in maniera condivisa nuove problematiche, scelte e scenari ancora non del tutto prevedibili.

 

A inizio novembre, per discutere di questa prospettiva di collaborazione transalpina e favorire un confronto fra le varie esperienze, la Provincia autonoma di Trento ha organizzato una tavola rotonda presso il MUSE - Museo delle Scienze di Trento. Alla tavola rotonda hanno partecipato accademici, amministratori ed esperti da entrambi i versanti della catena alpina.

 

Dato il grande interesse del tema per chi si interessa di Terre alte, abbiamo intervistato Giovanni Giovannini, moderatore della tavola rotonda in quanto Dirigente del Servizio Foreste della Provincia autonoma di Trento, per carpire le principali riflessioni emerse.

Progettualità condivise

"Il Trentino è una provincia con una lunga tradizione di gestione forestale e l’origine dell’attuale organizzazione dei Servizi Forestali può essere fatta risalire alla fine dell’Ottocento in epoca Asburgica. Il dialogo sulla gestione forestale tra regioni e Paesi è, oggi come in passato, una necessità strategica", spiega Giovannini. Per questo, da tanti anni la Provincia Autonoma di Trento cura rapporti istituzionali, sociali ed economici con le regioni confinanti dell’arco alpino. "Da decenni collaboriamo con gli omologhi Servizi Forestali della Provincia autonoma di Bolzano e del Tirolo su progetti settoriali e forestali, e già negli anni ’70 e ’80 abbiamo avviato scambi con diversi cantoni Svizzeri per introdurre e sviluppare la selvicoltura naturalistica, adattando i principi ai diversi contesti territoriali. La parola chiave è continuità con il passato cogliendo però le nuove sfide che l’ambiente pone al settore forestale.

 

Giovannini spiega che tra i progetti sviluppati assieme ai colleghi di oltre confine, quelli in ambito forestale hanno avuto il maggiore successo, perché rispondono a problemi comuni in ambienti simili per caratteristiche geografiche, storiche e sociali. Oggi queste relazioni trovano una cornice più ampia nell’Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino, nata nel 1995, che funge da "casa comune" delle comunità montane della macroregione. Parallelamente, il Trentino partecipa ad Arge Alp, la Comunità di lavoro fondata nel 1972 che riunisce dieci regioni di Austria, Germania, Italia e Svizzera per affrontare insieme problemi ecologici, culturali, sociali ed economici. "Queste piattaforme ci consentono di creare progetti di medio e lungo periodo su protocolli condivisi, affrontando assieme temi cruciali come la risposta delle foreste al cambiamento climatico, la loro resistenza agli attacchi di patogeni, e lo sviluppo delle filiere forestali nell’ambito di questi cambiamenti. Un elemento di novità rispetto al passato è l’apporto delle nuove tecnologie: la condivisione di dati, il telerilevamento da immagini satellitari e l’uso di modelli predittivi per monitorare infestazioni o eventi critici ma anche per pianificare l'utilizzo del territorio e la gestione delle foreste. Grazie a questi strumenti, la cooperazione non è più solo scambio di esperienze, ma diventa lavoro su basi scientifiche comuni, con dati comparabili e strategie coordinate. In questo modo, la collaborazione alpina si trasforma in un motore di innovazione, capace di garantire un futuro alle nostre foreste e alla filiera del legno". 

 

Secondo Giovannini, la tavola rotonda al MUSE ha evidenziato come la gestione delle foreste alpine debba essere affrontata, ancora più che in passato, con una visione comune e di lungo periodo. Durante l'evento sono stati richiamati alcuni progetti concreti che rappresentano linee di azione condivise. "Un esempio significativo è il progetto Klimafitter Wald (foreste clima-resistenti), sviluppato da Arge Alp in ambito alpino per trovare strategie per rendere i nostri boschi più resistenti ai nuovi scenari climatici e capaci di autoregolarsi". La vicina Austria ha anche attivato una linea di finanziamento (Waldfonds) con cui finanziare linee strategiche di intervento tra cui la lotta e il ripristino di boschi colpiti da patogeni forestali. "Non c’è dubbio", sottolinea Giovannini, "che una delle sfide del prossimo futuro di cui già abbiamo esempi concreti sarà il contrasto proprio a tutti quei patogeni che prenderanno il sopravvento beneficiando degli scompensi dovuti a cambiamenti del clima e alla logistica delle merci".

 

Giovannini spiega che anche il Servizio Foreste della Provincia ha avviato due progetti specifici che potrebbero servire da esempio per entrambi i versanti delle Alpi: un primo progetto su diradamenti e cure colturali nei giovani popolamenti di conifere, che studierà gli effetti ecologici e i risvolti economici di queste pratiche dedicando ampio spazio allo scambio di conoscenze e alla formazione del personale forestale; un secondo progetto tratterà invece di protocolli comuni di monitoraggio dei danni della selvaggina sulle giovani piantine forestali in rinnovazione, per poter meglio calibrare la gestione faunistica.

Sostegno al settore forestale

Ma la tavola rotonda ha anche affrontato il tema del sostegno al settore forestale, non solo attraverso i contributi economici ma anche grazie ad azioni di rafforzamento e organizzazione della filiera foresta-legno. "Un esempio su tutti è rappresentato dalle risposte che l’Amministrazione forestale deve dare e sta dando alle imprese e al settore forestale in seguito alla riduzione delle quantità di legname prelevabile dovute all'epidemia di bostrico e alla tempesta Vaia", sottolinea Giovannini, "parte di questa riduzione potrà essere colmata dalla ripresa delle cure colturali e dal miglior utilizzo delle latifoglie nel settore del legno. Condizione di base per poter ottenere questi risultati è incrementare e, soprattutto, mantenere in efficienza le infrastrutture forestali, indispensabili per garantire una gestione attiva dei boschi, e valorizzarli sia in termini produttivi che di protezione. Questo tema è stato riconosciuto da tutti come cruciale: senza una rete viaria adeguata diventa difficile intervenire tempestivamente, valorizzare le risorse legnose e assicurare la multifunzionalità dei boschi".

 

Tra queste, oltre alla produzione, la funzione protettiva è stata ribadita nella tavola rotonda come una delle più importanti: un bosco di protezione ben gestito difende da frane, valanghe ed erosione.

 

"La tavola rotonda ha quindi ribadito che la gestione futura delle foreste alpine si fonda su tre pilastri", sottolinea il dirigente trentino, "gestione attiva dei patrimoni forestali, innovazione tecnologica e scientifica (anche in cooperazione transfrontaliera) e integrazione tra funzioni ecologiche, economiche e protettive dei boschi. È questa la direzione comune che i partecipanti hanno tracciato per il futuro".

Un estratto video a margine della giornata

SOSTIENICI CON
UNA DONAZIONE
Contenuto sponsorizzato
recenti
Alpinismo
| 08 maggio | 06:00
"Le Dolomiti erano in tempesta e noi, come naufraghi privi di veliero, annaspavamo in quel mare di roccia. Con le [...]
Storie
| 07 maggio | 19:00
In un'epoca in cui molti paesi rischiano di scomparire nella memoria umana, esperienze come questa mostrano come la [...]
Attualità
| 07 maggio | 18:16
La zoologa e ricercatrice, che da vent'anni si dedica alla coesistenza tra uomini e lupi, ha voluto esprimersi in [...]
Contenuto sponsorizzato