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Ambiente | 24 settembre 2025 | 18:00

Un nuovo lago proglaciale compare sul ghiacciaio Ciardoney: le abbondanti nevicate di fine primavera non sono bastate a contrastare la fusione estiva

È ancora una volta negativo il bilancio per il ghiacciaio Ciardoney, Gran Paradiso: l'estate è riuscita a fondere la considerevole coltre nevosa che al sopralluogo del 30 maggio 2025 risultava spessa tra 340 e 550 centimetri. Rispetto a settembre 2024, la fronte del ghiacciaio si è ritirata di altri cinque metri

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
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Continua a ritirarsi il ghiacciaio Ciardoney (Gran Paradiso). Nell'ambito delle annuali campagne di monitoraggio della Fondazione - Comitato Glaciologico Italiano, con la collaborazione di Iren Energia e dell'Ente Parco Nazionale Gran Paradiso, venerdì 19 settembre 2025, la Società Meteorologica Italiana (Smi) ha condotto i rilievi per determinare il bilancio di massa del ghiacciaio. Il bilancio di massa corrisponde al saldo tra gli accumuli di neve nella stagione invernale e la fusione estiva, espressi in acqua equivalente.

 

L'estate 2025 è risultata essere "la quinta più calda almeno dal 1958 in Piemonte (con un'anomalia termica +1,4 °C rispetto al trentennio di riferimento 1991-2020, secondo l'Arpa)", informa la Società Meteorologica Italiana.

 

Le elevate temperature (ricordiamo che lo zero termico è salito a quote sempre più elevate, per molti giorni di seguito), hanno contribuito a fondere "pressoché del tutto il pur abbondante innevamento riscontrato con le misure dello scorso 30 maggio (quando lo spessore nevoso medio era di 429 centimetri, pari a 2500 millimetri d'acqua equivalente), determinando perdite di spessore glaciale comprese tra 61 e 242 centimetri", spiega la Smi.

 

La scorsa primavera, il ghiacciaio Ciardoney si presentava con un accumulo nevoso importante, complici le abbondanti precipitazioni giunte sul finire dell'inverno 2024-25. "Nel clima attuale un abbondante accumulo nevoso a fine maggio sul ghiacciaio non comporta necessariamente un bilancio di massa positivo al termine della stagione di ablazione, anzi: le estati recenti, molto calde, hanno sempre avuto modo di asportare tutto o quasi il manto nevoso invernale, per quanto cospicuo (come avvenuto nel 2009, 2017 e 2024). Ora il testimone passa all'estate, e ne riparleremo a settembre", diceva Nimbus a inizio stagione. Ora che settembre è arrivato, i dati rilevati sul ghiacciaio confermano che tali preoccupazioni erano fondate. 


Serie dei bilanci di massa (saldo tra accumuli invernali di neve e fusione estiva, espressi in acqua equivalente) dalla stagione 1991-92 relativi al Ghiacciaio Ciardoney. Il valore dell'annata idrologica 2024-25 (-1,36 metri di equivalente d'acqua) risulta in linea con la sfavorevole media del periodo di osservazione dal 1992. Le perdite di massa cumulate raggiungono i -48 metri di acqua equivalente, pari a oltre 50 metri di spessore di ghiaccio.

I ricercatori hanno valutato che "il bilancio di massa della stagione idrologica 2024-25 è di -1,36 metri di acqua equivalente, prossimo alla sfavorevole media del periodo di osservazione dal 1992". Dalla stagione 1991 ad oggi, come si evince dal grafico, le perdite di massa cumulate raggiungono i -48 metri di acqua equivalente, pari a oltre 50 metri di spessore di ghiaccio svanito per sempre.

 

"Rispetto al settembre 2024 la fronte del ghiacciaio si è ritirata di 5 metri. Malgrado una perdita di massa non estrema come quella di anni passati (in primis 2003 e 2022), il ghiacciaio dunque ha continuato a consumarsi, e si sono riscontrate alcune significative variazioni morfologiche: l'assenza - per la prima volta - di inghiottitoi glaciali, l'affioramento del substrato roccioso lungo il pendio frontale, che minaccia di determinarne la frammentazione nell'arco di pochi anni, e la comparsa di un piccolo lago proglaciale", rileva la Società Meteorologica Italiana.


Serie delle variazioni frontali dalla posa del primo segnale di misura nell'estate 1971 (l'operatore CGI all'epoca era Gianpaolo Ravarino). In rosso il ritiro del 2025 (-5 metri). Il valore totale è prossimo ai 550 metri.

Il regresso accumulato dal 1971 ammonta a circa 545 metri. Una serie di tabelle, posizionate di recente, segnalano visivamente l'arretramento del ghiacciaio del Ciardoney.

 

Alla giornata di rilievi ha partecipato anche Arpa Piemonte, impegnata in campionamenti della crioconite e dell'acqua di fusione per la valutazione della radioattività ambientale sui ghiacciai.

 

Fotografie e grafici inseriti nell'articolo sono di Società Meteorologica Italiana (Smi) - Nimbus

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