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Ambiente | 11 gennaio 2026 | 19:00

Aumenta il rischio incendi in Europa, anche in zone e periodi dell'anno un tempo più "sicuri". Un campanello d'allarme dalla svizzera

Uno studio coordinato dall'Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio della Svizzera (WSL) porta alcune riflessioni interessanti relative alle precondizioni necessarie allo scoppio e alla diffusione degli incendi boschivi, che stanno aumentando in modo significativo a causa del cambiamento climatico e non solo

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
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90.000 incendi boschivi avvenuti in tutta Europa dal 2001 al 2020 sono stati analizzati da un gruppo di ricerca svizzero con l’obiettivo di stabilire le precondizioni che ne hanno favorito lo scoppio e la diffusione. Dallo studio, pubblicato sulla rivista scientifica "Communications Earth & Environment", si evince che tali condizioni favorevoli agli incendi boschivi stanno aumentando in frequenza e gravità in tutto il Vecchio Continente, in particolare nelle regioni montane rispetto a quelle non montane.

 

I risultati della ricerca, coordinata da Julia Miller dell’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL) mostrano, in particolare, che i lunghi periodi di siccità e di bassa umidità sono quelli che più favoriscono gli incendi. Fino a qui nulla di particolarmente sorprendente, ma a destare curiosità è stato un altro aspetto: sembra infatti che le alte temperature giochino solo un ruolo minore di quanto si possa immaginare. "Si dice sempre che deve fare caldo, ma spesso non è così", spiega la ricercatrice.

 

Un secondo aspetto interessante riguarda la stagionalità e la presenza di neve. Secondo Miller, lunghi periodi di siccità portano sempre più spesso a una scarsa copertura nevosa nell'Europa settentrionale, orientale e nelle Alpi. La vegetazione in queste aree, nei periodi invernale e primaverile, è quindi secca e altamente infiammabile: in queste condizioni, specialmente nelle giornate più ventose, le fiamme possono avanzare rapidamente. "Gli incendi boschivi, di conseguenza, possono diffondersi in modo repentino anche sulle Alpi, come è accaduto sul Passo dello Stelvio, in Italia, nell'aprile 2024", osserva la ricercatrice.

 

Lo studio mette quindi in luce come sia sempre più urgente studiare in modo approfondito la situazione in tutta Europa e non solo nelle aree meridionali e costiere, quelle storicamente più colpite dagli incendi boschivi. "Le recenti stagioni degli incendi boschivi, soprattutto nel 2022", sottolinea la ricercatrice, "hanno coinciso con gravi siccità nell'Europa centrale e settentrionale. Questo indica che qualcosa è nettamente cambiato e che le condizioni favorevoli agli incendi possono verificarsi sempre più spesso anche in regioni precedentemente meno colpite".

 

Lo studio coordinato da Miller si allinea a molte altre ricerche che mostrano come i fattori predisponenti gli incendi stiano aumentando in modo significativo in diverse regioni d’Europa. Secondo i ricercatori tale incremento, così come le osservazioni di incendi boschivi al di fuori della stagione tipica (ad esempio gli incendi invernali nei climi più freddi, come in Scandinavia, nell’Europa orientale e nelle regioni montuose delle Alpi) dovrebbero rappresentare campanelli d’allarme per spingere i decisori allo sviluppo di misure di prevenzione e a una corretta pianificazione delle risorse antincendio.

 

I fattori che determinano gli incendi boschivi sono molteplici ed è necessario comprendere questa complessità per affrontare pragmaticamente il problema. Le condizioni climatiche hanno un ruolo centrale, ovviamente, ma a contare sono anche molte altre concause, come la quantità, la tipologia e la continuità della vegetazione. Per questo, di fronte al cambiamento delle condizioni climatiche (che amplifica le condizioni predisponenti) e all’abbandono dei territori rurali (che determina una scarsa gestione della vegetazione) il rischio può diventare sempre più elevato anche in periodi dell’anno e in zone un tempo meno attenzionati.

 

"I nostri risultati", si legge nello studio, "suggeriscono di considerare il rischio di incendi boschivi in tutte le stagioni e regioni d’Europa e di implementare misure di adattamento adeguate, che vanno dalla sensibilizzazione dei cittadini alla gestione forestale mirata alla prevenzione degli incendi, fino all’investimento di risorse aggiuntive nei sistemi antincendio".

 

Un monito, quello dei ricercatori del WSL (e di tanti altri scienziati), che non dovrebbe rimanere inascoltato. Prepararsi ad un cambio di scenario che è già in atto e che si aggraverà ulteriormente in futuro è una forma concreta di adattamento, sempre più necessaria nel contesto della crisi climatica per tutelare non solo le foreste, ma anche l'incolumità dei cittadini e la sicurezza delle infrastrutture.
 

 

In copertina: elicottero antincendio in azione durante l'incendio boschivo del 10 aprile 2025 presso Prato allo Stelvio in Alto Adige. Foto: Associazione provinciale dei vigili del fuoco volontari dell'Alto Adige

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