In Italia questa specie non nidifica più da settant'anni: avvistato un giovane esemplare di aquila di mare al Lago di Cornino

Dopo anni di assenza, un'aquila di mare è tornata a farsi vedere nella Riserva Naturale friulana. In alcuni paesi europei, la specie sta rioccupando diversi settori dell'antico areale dove si era estinta, ma in Italia non nidifica dal 1956. Bracconaggio, disturbo antropico e perdita di habitat sono tra i principali ostacoli per il ritorno stabile di questo rapace nel nostro Paese

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
La Riserva Naturale Regionale del Lago di Cornino ha regalato, la mattina del 17 febbraio, un’emozione che mancava da tempo agli osservatori e ai ricercatori del territorio. Un giovane esemplare di aquila di mare (Haliaeetus albicilla) è stato infatti avvistato presso il punto di alimentazione della riserva friulana, segnando un ritorno significativo per una specie che non veniva segnalata in questa zona ormai da diversi anni, pur frequentando con una certa regolarità le zone costiere della regione.
La presenza del rapace, fotografato dalle webcam del centro visite dell’area protetta, è una notizia positiva per la biodiversità locale e per la conservazione di una specie che ha rischiato di scomparire definitivamente dai nostri paesaggi.
"Questa bellissima aquila è in aumento in vari paesi europei e sta rioccupando diversi settori dell’antico areale dove si era estinta a causa principalmente delle persecuzioni umane e perdita di habitat. In Austria, ad esempio, ha ripreso a nidificare nel 2001 e in pochi anni la popolazione è aumentata a circa 100 coppie", spiega Fulvio Genero, direttore scientifico della Riserva naturale del lago di Cornino.
"In Italia si è estinta, come nidificante, nel 1956 in Sardegna. Nonostante ci siano diverse aree potenzialmente adatte, la specie non si riproduce ancora nel nostro Paese. I problemi principali sono quelli che minacciano i rapaci e molte altre specie". Le alterazioni ambientali e il disturbo antropico continuano a influire negativamente, a cui si aggiungono il bracconaggio e il saturnismo, cioè l'avvelenamento da piombo che colpisce gli uccelli che si nutrono di carcasse contaminate.
Il recente avvistamento al lago di Cornino Cornino è stato documentato dall'esperto Fulvio Genero sulle pagine social dell’area protetta.













