Contenuto sponsorizzato
Ambiente | 23 marzo 2026 | 13:15

Non allarmatevi alla vista di una "P" scarlatta segnata sui tronchi più grossi se in questi giorni vi capita di fare qualche giro nei boschi del Trentino

"Ho passato qualche minuto di fronte a una di quelle 'P' grattandomi il mento, pensando. Chi l'aveva segnata? E perché?". In Trentino ci sono oltre 2500 piante marcate in questo modo

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

"Se in questi giorni vi capita di fare qualche giretto nei boschi del Trentino, non allarmatevi alla vista di una scarlatta segnata sui tronchi più grossi. No, non sta per 'principiante neopatentato' né, tantomeno, per lavaggio a secco con Percloroetilene, come avvertono le etichette di certi vestiti delicati. Ho passato qualche minuto di fronte a una di quelle grattandomi il mento, pensando. Chi l’aveva segnata? E perché? Poi, escluse tutte le ipotesi e non trovando risposte, mi sono detto, 'chiederò'".

 

Così inizia un post di Marco Albino Ferrari: le curiosità dello scrittore trovano una risposta anche in Salire per sopravvivereil nuovo libro della collana L'Altramontagna (edita da People) scritto da Chiara Bettega. Prosegue dunque con la spiegazione:

 

"La P – in realtà bastava un po’ di immaginazione – indica la presenza di una cavità di picchio. La sta per picchio. In Trentino ci sono oltre duemilacinquecento piante marcate. Si tratta di un segno convenzionale che aiuta i forestali al momento di scegliere quali piante abbattere e quali conservare, preservando così gli alberi con cavità.

 

Poco importa se la cavità non ospita più il simpatico uccello che l’ha scavata: quelle del picchio nero sono infatti fondamentali nei boschi di conifere (piante prive di cavità naturali) perché offrono siti in cui nidificare anche a moltissime altre specie. Una volta che la tana c’è, qualcuno se ne approfitta. Occhio dunque alla "P", l’albero su cui è segnata potrebbe ospitare qualcuno, specie nella primavera appena iniziata. Buona primavera!"

 

Salire per sopravvivere è un libretto davvero illuminante, piccolo e leggero, ottimo da portare nello zaino: una fonte di informazioni sui boschi e sugli animali che lo abitano.

SOSTIENICI CON
UNA DONAZIONE
Contenuto sponsorizzato
recenti
Alpinismo
| 08 maggio | 06:00
"Le Dolomiti erano in tempesta e noi, come naufraghi privi di veliero, annaspavamo in quel mare di roccia. Con le [...]
Storie
| 07 maggio | 19:00
In un'epoca in cui molti paesi rischiano di scomparire nella memoria umana, esperienze come questa mostrano come la [...]
Attualità
| 07 maggio | 18:16
La zoologa e ricercatrice, che da vent'anni si dedica alla coesistenza tra uomini e lupi, ha voluto esprimersi in [...]
Contenuto sponsorizzato