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Ambiente | 23 gennaio 2026 | 06:00

Un italiano di soli 29 anni alla guida della comunità globale del Wwf sugli incendi boschivi. "Gli eventi estremi sono in aumento. Occorre puntare maggiormente su prevenzione e cooperazione"

Edoardo Nevola è stato nominato dal Wwf International come responsabile del gruppo di lavoro globale sugli incendi boschivi, una community composta da un centinaio di persone provenienti da tutti i continenti. Secondo Nevola per ridurre il rischio incendi occorre puntare più sulla prevenzione, ma anche garantire finanziamenti adeguati, una miglior cooperazione tra i vari settori e discipline ed integrare maggiormente la prevenzione nelle opportune politiche e legislazioni nazionali ed internazionali

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

Ha 29 anni, una laurea triennale in Scienze ambientali e una laurea magistrale (conseguita in Olanda, alla Wageningen University) in Forest and Nature Conservation, ma soprattutto tanta passione e un entusiasmo travolgente. Amante della natura, dei viaggi e in particolare delle montagne, Edoardo Nevola è stato appena nominato dal WWF International come responsabile del gruppo di lavoro globale sugli incendi, una community composta da un centinaio di persone provenienti da tutti i continenti.

 

"Mi sono unito al Wwf Italia 4 anni fa nella posizione di Forest Officer", racconta Nevola a L’Altramontagna, "seguendo in particolare i progetti in ambito forestale su 4 macro-tematiche: conservazione (contrasto alla deforestazione), tutela (ad esempio boschi vetusti), ripristino (soprattutto di foreste di pianura o post-incendio) e gestione responsabile (certificazione FSC)". Ma la tematica "bonus" su cui Edoardo ha investito maggiormente, con progetti e pubblicazioni sia a livello italiano che a scala euro-mediterranea, sono proprio gli incendi boschivi. "Sapendo del mio particolare coinvolgimento sulla tematica", racconta, "il WWF Internazionale ha deciso di affidarmi questo importante compito".

 

Nevola si troverà quindi al centro del dibattito internazionale rispetto ad un tema che suscita sempre più preoccupazioni a scala globale. Australia e Patagonia sono ora al centro della cronaca per quanto riguarda gli incendi, ma abbiamo ancora negli occhi le immagini di Los Angeles di un anno fa, come quelle del fumo arrivato fino in Italia dalle foreste Canada, oltre ovviamente a quelle degli eventi che colpiscono le foreste del nostro Paese.

 

"Detesto essere catastrofista", racconta Edoardo, "ma i dati mostrano chiaramente come gli incendi estremi (soprattutto in aree prima non colpite, vedasi foreste boreali e temperate di conifere) siano in aumento. E, di conseguenza, di come stiano aumentando i danni ambientali ed economici, dato che sempre più persone vivono in aree ad alto rischio. Giusto qualche giorno fa l’Undrr (United Nations Office for Disaster Risk Reduction) ha definito gli incendi la nuova principale causa di perdita di foreste a livello globale. Credo quindi leggeremo sempre più spesso brutte notizie sull’argomento. Il trend non si invertirà, a meno che non ci sia un deciso cambio di approccio nella gestione di questa emergenza, visto che quello attuale si sta dimostrando insufficiente per affrontare la sfida: puntare più sulla prevenzione, ma anche garantire finanziamenti adeguati, una miglior cooperazione tra i vari settori e discipline ed integrare maggiormente la prevenzione nelle opportune politiche e legislazioni nazionali ed internazionali. Il gruppo di lavoro internazionale del WWF avrà proprio l’obiettivo di promuovere questo approccio in quanti più Paesi possibile".

 

Il tema della prevenzione dagli incendi, in particolare della selvicoltura preventiva, crea però molto spesso dei dissapori in una certa parte del mondo ambientalista, perché prevede un intervento diretto sulla vegetazione. "Sono dell’idea che la prevenzione vada affrontata con criteri scientifici e non per partito preso. Spesso basterebbe miglior collaborazione e dialogo tra le parti", reagisce Nevola alla nostra provocazione. "Se un popolamento forestale, in un’area identificata ad alto rischio incendio, ha caratteristiche che lo rendono molto vulnerabile, interventi di selvicoltura preventiva vicina alla natura, opportunamente pianificati ed eseguiti, possono favorire diversità strutturale e di specie e quindi renderlo più resistente e resiliente agli incendi. La sola selvicoltura preventiva non è però sufficiente, la prevenzione va integrata nella gestione dell’intero territorio, ad esempio anche tutelando habitat quali praterie e zone umide per rendere il paesaggio più eterogeneo e quindi resiliente. E non va dimenticato quanto sia altrettanto fondamentale la prevenzione indiretta, fatta di divulgazione, formazione e sensibilizzazione, coinvolgendo e diffondendo buone pratiche con chi che vive il territorio".


Una infografica realizzata dal WWF Italia che riassume le principali strategie di prevenzione dagli incendi boschivi (Fonte: Progetto OFF).

L’impegno globale di Edoardo Nevola, che inizierà presto il nuovo incarico, è decisamente ambizioso. "Il primissimo obiettivo sarà, intanto, aggiornare il posizionamento globale del WWF sul tema e delineare la strategia di lavoro per i prossimi anni della community, identificando chiare priorità di azione e le aree in cui intervenire con più urgenza. L’obiettivo è ovviamente far partire il prima possibile nuovi progetti sul campo. Il primo potrebbe essere in Sud America, nella zona del Gran Chaco, a cavallo tra Bolivia e Paraguay, che negli ultimi anni è stata colpita da incendi insolitamente estremi. I colleghi in loco ci dicono che la situazione è allarmante. Il fine sarebbe rendere più resilienti alcune aree chiave e coloro che ci vivono, collaborando con amministrazioni, enti e comunità locali. Come dice il nostro payoff: Together Possible, insieme è possibile".

 

Augurando al nostro giovane connazionale un buon lavoro per questo importante incarico globale in un periodo storico particolarmente delicato, vi invitiamo a leggere le interessanti pubblicazioni realizzate da Wwf Italia sul tema negli ultimi anni, come il "Discussion paper" di luglio 2025 intitolato: "Incendi boschivi in Europa meridionale: prevenzione e gestione attraverso un approccio integrato alla pianificazione" oppure le video lezioni realizzate nell’ambito del progetto OFF (Out Forest Fires) e i relativi materiali informativi, in particolare il volumetto intitolato: "I territori che prevengono gli incendi boschivi".

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