Il Villaggio Olimpico di Torino 2006 finisce di nuovo all'asta: 35 milioni di euro per aggiudicarsi la struttura da 1200 posti letto e 73mila metri quadrati

È ancora una volta in vendita il villaggio olimpico di Sestriere, realizzato per i Giochi invernali appena vent'anni fa. La sua storia travagliata, unita ai fallimenti post-Olimpici adiacenti, è come un monito che si rinnova

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
È (di nuovo) in vendita il villaggio olimpico di Sestriere, realizzato per i Giochi Olimpici invernali di Torino 2006. Non è la prima volta che il complesso immobiliare finisce all’asta: tra il 2022 e il 2023 erano stati pubblicati altri avvisi, tutti andati deserti.
Allora, la base d’asta si aggirava sui 18 milioni di euro (poi dimezzati, senza comunque trovare alcun acquirente interessato all’affare). Adesso, è il tribunale di Ravenna a seguire la procedura, per una cifra ben più elevata: il prezzo base sfiora i 35 milioni di euro (34.908.721, per la precisione, è l’offerta minima). L’avviso si trova anche su un noto sito di annunci immobiliari, corredato da una ricca gallery fotografica.
Si tratta di una struttura classificata di categoria 4 stelle: una residenza turistica-alberghiera con capacità ricettiva di 313 unità abitative e una capienza di 1.182 posti letto.
Questa volta, ed è il motivo per cui il valore a base d’asta risulta quasi duplicato rispetto alle aste precedenti, nella vendita del Villaggio Olimpico di Sestriere sono confluiti alloggi delle multiproprietà che occupano gran parte della volumetria.
Il compendio immobiliare è sviluppato su un’area di 73.190 metri quadrati a ridosso delle Torri di Sestriere e include sei palazzine residenziali oltre al blocco centrale, dedicato ai servizi generali: “reception, bar, ristorante, pizzeria, palestra, piscina, sale riunioni, teatro, centro benessere dotato di sauna, bagno turco, idromassaggio e altri locali dedicati a trattamenti estetici, parcheggio interrato e locali ad uso uffici oltre alle pertinenze a servizio della struttura”.
Il lotto include attrezzature e arredi e a completare il complesso residenziale è la “spettacolare galleria curvilinea di cristallo e anelli in rame che richiamano i cerchi olimpici e le gallerie urbane di inizio Novecento” (parole contenute nella relazione inserita tra gli allegati alla procedura di liquidazione). A distanza di vent’anni dalle Olimpiadi invernali, stride come una nota stonata quel richiamo ai fasti del 2006 e alle eleganti gallerie del centro di Torino.
“Le condizioni manutentive dell’intero complesso immobiliare risultano sostanzialmente buone e non necessitano di alcun intervento”, si legge. In questi anni, tra un (infruttuoso) avviso di messa in vendita e l’altro, il Villaggio Olimpico è stato al centro di molteplici tentativi di riposizionamento sul mercato immobiliare ed è rimasto in qualche misura operativo come struttura ricettiva. Da alcune stagioni a gestirlo è TH Resorts, che in catalogo presenta diverse strutture turistiche dislocate sulle Alpi. Nonostante l’asta in corso, la prossima stagione invernale del Villaggio inizierà il 12 dicembre: le prenotazioni online sono aperte.
“Confidiamo che ogni sviluppo porterà a soluzioni positive per far crescere ulteriormente l'offerta turistica della Vialattea. Non dimentichiamo, infatti, che in questi anni con la gestione da parte di TH il Villaggio ha sempre garantito tante presenze di turisti, sia a livello di famiglie che di squadre sportive: presenze importanti per una stazione invernale come Sestriere”, ha dichiarato il sindaco di Sestriere, Gianni Poncet, a La Stampa.
La sorte del Villaggio Olimpico è apparsa spesso traballante. Spenti i riflettori dei Giochi Olimpici, nel bel mezzo del comune più alto d’Italia (2035 metri sul livello del mare) è rimasto in eredità un complesso difficile da gestire, da sostenere, da riempire.
Il pensiero va alle altre “cattedrali nel deserto” cadute in disuso e abbandonate al degrado poco dopo le Olimpiadi piemontesi: la pista da bob di Cesana (costata 110 milioni di euro, nel 2005) e i trampolini di Pragelato (oltre 34 milioni di euro per una struttura inutilizzata). Due ingombranti ecomostri alpini, oggetto di un recente stanziamento di oltre 9 milioni (per lo smantellamento della pista) e di 5 milioni, per la riqualificazione dei trampolini.
Adesso che il calendario segna il conto alla rovescia per Milano-Cortina 2026 (mancano 85 giorni all’inaugurazione dei prossimi Giochi invernali), la storia travagliata del Villaggio, unita ai fallimenti post-Olimpici adiacenti è come un monito che si rinnova: la sfida non è solo trovare un acquirente per Sestriere, ma garantire che le infrastrutture nate in questi ultimi mesi (utilizzando miliardi di fondi pubblici) siano state concepite con una visione di lungo periodo. Una speranza che, purtroppo, in alcuni casi appare già fuori tempo massimo.













