Contenuto sponsorizzato
Attualità | 15 settembre 2025 | 13:30

"Incredibile l'ostinazione con la quale si vuole portare avanti l'opera nonostante i cedimenti del terreno e la preoccupazione tra i cittadini di Cortina d’Ampezzo". Roberta De Zanna risponde a Simico

Impianto di risalita Apollonio-Socrepes. Per Simico, il cedimento nel terreno dei cantieri è "un allentamento superficiale assolutamente gestibile nell’ambito delle ordinarie attività di cantiere". Ora però "ci sono due esposti presentati dai residenti di Lacedel e dalla deputata europea Cristina Guarda, confidiamo che questo faccia intervenire le autorità competenti perché le responsabilità in gioco sono enormi", informa la consigliera comunale di Cortina Bene Comune

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

A Cortina d'Ampezzo, resta alta l'attenzione sui cantieri di Socrepes: nella zona interessata da tre cantieri preoccupa la frattura che si è aperta nel terreno.

 

Nei giorni scorsi è arrivato un esposto da parte dei residenti e proprietari di case della frazione di Lacedel. Simico, in una nota diffusa oggi, afferma che "il cantiere relativo all’impianto di risalita Apollonio – Socrepes, opera pubblica di “preminente interesse nazionale” come stabilito dalla legge, insiste su aree distinte da quelle in cui sono in corso interventi di natura privata, come lo Ski Bar Ria da Saco e la cabinovia Lacedel–Socrepes. Nelle aree interessate si è verificato un allentamento superficiale del terreno che, precisa la Società, è assolutamente gestibile nell’ambito delle ordinarie attività di cantiere".

 

Non si fa attendere la risposta di Roberta De Zanna, consigliera del Comune di Cortina d'Ampezzo, che a Simico replica così: "Le Olimpiadi sono 'sostenibili', il cantiere di Socrepes è 'gestibile', si va avanti a forza di aggettivi anche se la realtà che abbiamo davanti agli occhi ci dimostra quanto essi siano privi di significato. L’ostinazione con la quale si vuole portare avanti un’opera nonostante i cedimenti del terreno, nonostante si stia diffondendo sempre più la contrarietà e la preoccupazione tra i cittadini di Cortina d’Ampezzo e in assenza di un progetto esecutivo ha dell’incredibile".

 

La consigliera si interroga: "Quale sarebbe questo "preminente interesse nazionale"? Quello di vendere qualche biglietto in più per le gare di sci femminile? Davvero da questo impianto dipende il bilancio già di per sé critico di Fondazione Milano – Cortina?

 

Si arriva perfino ad affermare che 'il cantiere insiste su aree distinte da quelle in cui sono in corso interventi di natura privata', e allora perché la frattura che si è verificata ha creato danni a tutti e tre i cantieri compreso un pilone della cabinovia dell’Ista? E allora perché il commissario straordinario architetto Saldini ha sentito la necessità di diffidare i privati degli altri cantieri?".

 

Prosegue De Zanna: "Si dice che sono state fatte accurate indagini geognostiche ma le dichiarazioni del Presidente dell’ordine dei geologi dottor Giacchetti non mi sembrano così ottimistiche se non altro perché conclude dicendo che 'tutto si può fare ma ci sono interventi fatti bene che richiedono un anno per essere realizzati e interventi fatti meno bene che richiedono poche ore' (cit. Corriere delle Alpi 3 settembre 2025) e qui siamo in una situazione di estrema fretta se si vuole consegnare l’impianto per le Olimpiadi".

 

"Va ricordato poi come il Tar del Lazio, sebbene non abbia rilevato i motivi per concedere la sospensiva dei lavori, si è riservato di entrare nel merito della procedura di autorizzazione dell’opera in un’ulteriore udienza già fissata per il 29 ottobre prossimo, confermando la presenza diversi punti critici che necessitano di un ulteriore esame.

 

Dunque le comunicazioni pervenute da Simico sono tutt’altro che esaustive e rassicuranti.

 

Ora ci sono anche due esposti presentati dai residenti di Lacedel e dalla deputata europea Cristina Guarda, confidiamo che questo faccia intervenire le autorità competenti perché le responsabilità in gioco sono enormi, ne va della sicurezza dei lavoratori, degli abitanti della zona e di tutta Cortina d’Ampezzo, perché Simico passa ma noi residenti restiamo qui e vogliamo essere ascoltati", conclude Roberta De Zanna.

SOSTIENICI CON
UNA DONAZIONE
Contenuto sponsorizzato
recenti
Alpinismo
| 08 maggio | 06:00
"Le Dolomiti erano in tempesta e noi, come naufraghi privi di veliero, annaspavamo in quel mare di roccia. Con le [...]
Storie
| 07 maggio | 19:00
In un'epoca in cui molti paesi rischiano di scomparire nella memoria umana, esperienze come questa mostrano come la [...]
Attualità
| 07 maggio | 18:16
La zoologa e ricercatrice, che da vent'anni si dedica alla coesistenza tra uomini e lupi, ha voluto esprimersi in [...]
Contenuto sponsorizzato