Contenuto sponsorizzato
Attualità | 14 febbraio 2026 | 12:00

È presente in molti dei nostri boschi, ma raramente si lascia vedere. Vive soprattutto di notte, si muove tra le chiome degli alberi e trova rifugio nei tronchi cavi più vecchi. Alla scoperta della Martora

Dal punto di vista biologico, è una specie interessante non solo per il suo comportamento arboricolo, ma anche per adattamenti poco noti come la diapausa embrionale, che le consente di ritardare l'impianto dell'embrione e far nascere i piccoli nel periodo dell'anno più favorevole, quando le condizioni climatiche sono meno rigide e le risorse alimentari più abbondanti. A questo animale, è stato di recente dedicato un documentario

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

La martora è uno di quegli animali che difficilmente diventano protagonisti. È presente in molti dei nostri boschi, ma raramente si lascia vedere. Vive soprattutto di notte, si muove tra le chiome degli alberi, utilizza cavità naturali e ambienti forestali maturi. Non è una specie "carismatica" nel senso mediatico del termine e, forse anche per questo, resta poco conosciuta.

 

È proprio da questa discrezione che nasce il nuovo progetto di Paolo Rossi e Nicola Rebora: un documentario indipendente dedicato alla martora, Martes martes, realizzato con lo stesso approccio che da anni caratterizza il loro lavoro sul campo, tra Appennino ligure e piemontese.

 

L’idea del film nasce durante un’altra ricerca. Dal 2019, mentre Rossi e Rebora erano impegnati nel lavoro sul gatto selvatico europeo, la martora ha iniziato a comparire con una certa continuità nelle immagini raccolte con le videotrappole. Non come obiettivo dichiarato, ma come presenza ricorrente, capace di attirare attenzione senza mai diventare prevedibile.

 

"Non ha mai smesso di incuriosirci", spiegano, soprattutto per il suo legame stretto con i grandi alberi e per la sua predilezione nel trovare rifugio all’interno dei tronchi cavi più vecchi.

 

Dal punto di vista biologico, la martora è una specie interessante non solo per il suo comportamento arboricolo, ma anche per adattamenti poco noti come la diapausa embrionale, che le consente di ritardare l’impianto dell’embrione e far nascere i piccoli nel periodo dell’anno più favorevole, quando le condizioni climatiche sono meno rigide e le risorse alimentari più abbondanti. È una strategia che riflette un’evoluzione strettamente legata ai tempi lunghi del bosco.

 

Il film non nasce con ambizioni accademiche, né pretende di essere un lavoro scientifico in senso stretto. Ed è proprio questo uno dei suoi punti di forza. I progetti di Rossi e Rebora sono costruiti dal basso, fuori dai circuiti istituzionali, portati avanti da appassionati che conoscono bene il territorio e lo frequentano da anni. Non parlano della natura dall’alto, ma la raccontano dall’interno, con un linguaggio accessibile e diretto, comprensibile anche a chi non ha una formazione specialistica.

 

Questo tipo di approccio ha dimostrato nel tempo una notevole capacità di avvicinare le persone al mondo naturale. Senza semplificare, ma senza nemmeno alzare barriere. Senza pretendere di formare studiosi, ma riuscendo spesso a generare attenzione e rispetto verso ambienti e specie poco considerate.

 

Il documentario sulla martora segue la stessa linea. È basato su tempi lunghi, su riprese non invasive, su un’idea di osservazione che rinuncia allo spettacolo immediato. Un modo di lavorare che richiede risorse, continuità e una certa libertà produttiva.

 

Per questo il progetto è sostenuto attraverso un crowdfunding, che permette di mantenere indipendenza e coerenza metodologica. Grazie al sostegno dal basso, gli autori intendono proseguire le riprese nei prossimi otto mesi e concludere il film entro novembre 2026, mantenendo un metodo di lavoro fondato sull’osservazione, sull’attesa e sull’assenza di disturbo diretto.

 

Il progetto, il trailer ufficiale e tutte le informazioni sono disponibili qui: www.produzionidalbasso.com

SOSTIENICI CON
UNA DONAZIONE
Contenuto sponsorizzato
recenti
Cultura
| 01 maggio | 13:00
Tutto esaurito anche per alcuni laboratori per bambini/ragazzi. Ringraziandovi per il grande interesse [...]
Ambiente
| 01 maggio | 12:00
La processionaria del pino è un lepidottero le cui larve causano seri problemi alle popolazioni di pini delle nostre [...]
Storia
| 01 maggio | 06:00
Quello del 1890 è ricordato ufficialmente come il primo "Primo Maggio", in cui il mondo per la prima volta decise di [...]
Contenuto sponsorizzato