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Attualità | 03 aprile 2026 | 11:08

"Strade sommerse, difficoltà ovunque. Non sono giorni come gli altri, ora serve uno sforzo da parte di tutti": da Capracotta un appello alla comunità

Da giorni uno dei paesi più alti dell'Appennino è messo a dura prova da una nevicata di proporzioni eccezionali. "La neve è davvero tanta, tantissima - scrive il Comune -. Ed è proprio qui che entra in gioco il vero spirito di Capracotta. Quello fatto di pazienza, di aiuto reciproco, di rispetto. Quello delle persone che si aiutano, che capiscono, che aspettano senza polemiche, perché sanno che dietro ogni intervento c'è qualcuno che sta dando tutto. Vi chiediamo questo: continuiamo ad essere comunità. Continuiamo ad essere Capracotta e insieme supereremo anche questa prova, come abbiamo sempre fatto"

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

Non è una nevicata qualunque quella che sta interessando Capracotta in queste ore, ma un evento meteorologico destinato a restare impresso nella memoria collettiva di uno dei comuni più alti dell'Appennino.

 

Da tre giorni il piccolo paese molisano, che si trova a 1421 metri di altitudine ed è abituato a far fronte a copiose nevicate durante la stagione invernale, si trova immerso in una coltre bianca di proporzioni eccezionali che ha letteralmente ricoperto le strade e paralizzato la normale viabilità, trasformando il paesaggio in uno scenario tanto suggestivo quanto complesso da gestire sul piano logistico e sociale.

 

L'amministrazione comunale ha descritto una situazione di estrema difficoltà in cui la neve ha raggiunto altezze tali da richiedere uno sforzo corale che va ben oltre l'ordinaria amministrazione.

 

"Questi non sono giorni come gli altri. Da tre giorni Capracotta è messa alla prova da una nevicata che resterà nella nostra memoria. La neve è davvero tanta, tantissima - scrive il Comune in un post social -. Strade sommerse, difficoltà ovunque, una fatica che tutti stiamo vivendo. Ma Capracotta è anche questo: è forza, è resistenza, è comunità".

 

Per fronteggiare l'emergenza, il dispiegamento di forze è stato sin da subito massiccio, su più livelli: "I nostri operatori, gli autisti, gli spalatori, il personale comunale e i mezzi della Provincia stanno lavorando senza fermarsi, giorno e notte, con un impegno che va oltre il dovere. A loro si sono aggiunte anche le turbine e il personale dell’Anas, in uno sforzo comune che dimostra quanto, nei momenti difficili, nessuno venga lasciato solo", spiega il Comune.

 

In questo contesto di isolamento fisico emerge tuttavia una forte rete di solidarietà territoriale che valica i confini municipali: "Domani arriveranno un’altra pala meccanica e un bobcat messi a disposizione dall’amico Marciano Ricci, sindaco di Montaquila, che ringrazio di cuore per la grande solidarietà offerta al nostro Comune".

 

La criticità del momento ha spinto il Comune a rivolgere anche un appello diretto ai cittadini, richiamati allo spirito di comunità: la consapevolezza che non sia possibile liberare l'intero centro abitato in tempi brevi richiede infatti una forma di responsabilità civile basata sull'aiuto reciproco e sulla comprensione delle priorità d'intervento.

 

"Ora serve uno sforzo da parte di tutti – scrive l’Amministrazione -. Non riusciremo a liberare tutto in poco tempo. Ed è proprio qui che entra in gioco il vero spirito di Capracotta. Quello fatto di pazienza, di aiuto reciproco, di rispetto. Quello delle persone che si aiutano, che capiscono, che aspettano senza polemiche, perché sanno che dietro ogni intervento c’è qualcuno che sta dando tutto. Vi chiediamo questo: continuiamo ad essere comunità. Continuiamo ad essere Capracotta e insieme supereremo anche questa prova, come abbiamo sempre fatto. Con orgoglio e con responsabilità".
 

In un'epoca segnata spesso dalla polemica facile e immediata, Capracotta sceglie di puntare sulla coesione, provando a trasformare una situazione di crisi in un'occasione per rafforzare l'identità di una comunità che sa restare unita di fronte a un evento estremo che, come commentava il meteorologo Giulio Betti ieri, "non ha nulla di normale".

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