Vuoi costruire un muro in pietra a secco? Un corso gratuito per il recupero dei terrazzamenti finalizzato allo sviluppo rurale e alla tutela del paesaggio

Investire nel paesaggio: il recupero dei muretti a secco può diventare un’opportunità per lo sviluppo rurale e uno strumento per contrastare il dissesto. "L'obiettivo è fornire le competenze specialistiche necessarie per guidare interventi di restauro conservativo 'a regola d'arte', evitando pratiche dannose": a Schio, nell'ambito della Green Community Pasubio - Piccole Dolomiti, un'opportunità di alta formazione che mette al centro l'economia rurale e le "masiere", infrastrutture da preservare

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Il rilancio delle aree rurali montane e pedemontane passa inevitabilmente anche attraverso la cura del suo paesaggio più identitario, e i terrazzamenti (e i muretti a secco) ne sono un esempio.
Per supportare questo processo, a Schio (in provincia di Vicenza) si terrà una giornata di alta formazione tecnica dedicata alla costruzione, al recupero e alla tutela dei muri in pietra a secco. L'appuntamento (gratuito) è per mercoledì 18 marzo 2026, nella Sala della Protezione Civile (in via Fornaci 64 a Schio).
L'iniziativa, promossa dall’Unione Montana Pasubio Piccole Dolomiti all'interno del progetto Pnrr "Green Community 2025", è coordinata dallo studio associato AVVI in stretta collaborazione con Itla Italia, la Scuola Italiana della Pietra a Secco.
L'evento è rivolto in primis a liberi professionisti (agronomi, forestali, architetti, ingegneri, geologi, geometri) e ai tecnici della Pubblica Amministrazione, con l'obiettivo di fornire loro le competenze specialistiche necessarie per guidare interventi di restauro conservativo "a regola d'arte", evitando pratiche dannose (come l'uso di leganti cementizi) che impermeabilizzano i versanti e snaturano un'arte riconosciuta Patrimonio Immateriale dell'Umanità Unesco.
I paesaggi terrazzati, un pilastro per l'economia rurale e il turismo sostenibile
I paesaggi terrazzati, oltre a costituire uno strumento di difesa contro il dissesto idrogeologico, rappresentano un inestimabile valore agronomico, turistico ed ecosistemico. Saper progettare e rendicontare correttamente il recupero di una "masiera" significa anche saper intercettare le opportunità di finanziamento destinate al mondo agricolo e forestale, come i recenti bandi regionali per il ripristino dei terrazzamenti.
Durante il corso, si getteranno inoltre le basi per un "Prontuario Normativo" unificato, uno strumento pensato per agevolare il lavoro dei professionisti e snellire l'iter autorizzativo nei Comuni montani.
Il programma
La giornata del 18 marzo sarà articolata in due sessioni. La mattina offrirà un inquadramento accademico di alto profilo con i docenti dell'Università di Padova: Mauro Varotto (Geografia del paesaggio terrazzato), Dario Zampieri (Geologia e litologia locale) e Paola Gatto (Valutazione dei servizi ecosistemici).
Il pomeriggio avrà un taglio prettamente tecnico e operativo: si affronteranno analisi dei prezziari, capitolati d’appalto, vincoli paesaggistici e idrogeologici, e il calcolo strutturale dei muri, con le relazioni della dottoressa forestale Anna Paola Perazzolo (Regione Veneto) e dell'architetto Michele Moserle (ITLA Italia).
Il corso è completamente gratuito (finanziato dai fondi NextGenerationEU) e ha ottenuto il Patrocinio e il riconoscimento dei Crediti Formativi Professionali (CFP) da parte dell'Ordine degli Architetti e dell'Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Vicenza.
Per scoprire il programma dettagliato e le modalità di iscrizione, visitare la pagina: www.avvi.it/progetti/azione-formativa/














