Droni Fpv, le telecamere "da gara" lanciate a 130 chilometri all'ora che stanno rivoluzionando il modo di vedere gli sport olimpici e non solo. Il pilota: "È al 100% il lavoro più difficile che abbia mai fatto"

Ai Giochi olimpici viaggiano 25 droni ad alte prestazioni. Si tratta di modelli progettati ad hoc per ciascuna disciplina, dallo sci allo slittino, e pilotati tramite un visore dai migliori esperti al mondo. Anche grazie a queste tecnologie, il divario tra l'esperienza dal vivo e quella televisiva sembra sbilanciarsi sempre più nettamente in favore di quest'ultima

C’è una piccola rivoluzione che sta cambiando il modo di godere degli sport olimpici e non solo. E non certo "piccola" in quanto a portata rivoluzionaria, ma perché arriva a pesare appena due etti e mezzo: sono i droni Fpv (First Person View).
Per tutte le discipline che richiedono un punto di vista dinamico, come sci alpino, bob o freestyle, questi droni di nuova generazione rappresentano un modo del tutto nuovo e ben più immersivo di godere delle performance degli atleti. Anche grazie a queste tecnologie, sempre di più, il divario tra l’esperienza dal vivo e quella televisiva sembra sbilanciarsi nettamente in favore di quest’ultima.
Non a caso, per queste Olimpiadi Invernali, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha rilasciato autorizzazioni per ottomila frequenze radio temporanee. Una rete invisibile e necessaria a coordinare oltre duecento soggetti diversi, tra emittenti internazionali, comunicazioni dei soccorsi e servizi di sicurezza.
L’Olympic Broadcasting Services (Obs), invece dei classici quadricotteri per riprese panoramiche statiche, ha introdotto per quest’edizione delle telecamere "da gara" lanciate a tutta velocità al seguito dell’atleta. È questa la novità tecnica più significativa di Milano-Cortina 2026: 25 droni ad alte prestazioni, spesso customizzati ad hoc o derivati dai modelli da competizione, capaci di fortissime accelerazioni e velocità di punta vicine ai 130 chilometri l’ora.
I droni Fpv utilizzati da Obs non sono modelli commerciali, ma piattaforme sviluppate su misura dal team olandese Dutch Drone Gods. I 25 droni utilizzati sono diversi tra loro, con configurazioni che vanno dai 2,5 ai 7 pollici e tecnologie di ripresa e trasmissione simili, scelti a seconda della disciplina.
Ecco il risultato delle fatiche di Ralph Hogenbirk, pilota e fondatore del team olandese, mentre segue con il suo drone lo slittinista italiano Dominik Fishnaller che guadagna la medaglia di bronzo.
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Così, il pilota, commenta la fatica sui suoi social: "12 mesi di preparazione e questo è il risultato. 100% il lavoro più difficile che abbia mai fatto, volare uno spazio stretto come questo, per 50 volte a sessione di gara, costantemente senza alcun margine di errore. Ora via per altre due settimane!"
Inquadrature rapidissime e ansiogene attraverso il ghiaccio e le pareti della pista da bob, ci fanno volare dal divano a 130 chilometri orari insieme agli atleti. L’effetto è incredibilmente magnetico per il telespettatore e incomparabilmente più immersiva l’esperienza: sembra quasi di stare in un videogame. La differenza è che questo "videogame" è fabbricato in tempo reale in un gazebo a pochi metri dalla pista.
I piloti sono tra i migliori specialisti del settore, e li controllano come se fossero a bordo attraverso dei visori simili a quelli della realtà virtuale. Non essendo possibile pilotarli da terra, la trasmissione del segnale video dal drone agli occhiali del pilota deve essere immediata, avere quindi una latenza molto bassa: un ritardo di alcune decine di millisecondi a quelle velocità porterebbe allo schianto immediato.
La storia dei droni per gli sport invernali è piuttosto complessa. Dopo il debutto a Sochi nel 2014, la tecnologia subì uno stop drastico nel 2015 a seguito di un incidente a Madonna di Campiglio, quando un drone precipitò sfiorando lo sciatore Marcel Hirscher. Quel rischio portò a un lungo bando dalle competizioni ufficiali, revocato solo recentemente.
"Per ogni drone Fpv che utilizziamo – rassicura Yiannis Exarchos, amministratore delegato di Obs – c'è un pilota, e seduto accanto a lui un osservatore, che lo guida costantemente rispetto a ciò che accade nell'ambiente circostante".
I piloti sono estremamente esperti e soprattutto, continua Exarchos, sono stati addestrati a lungo nella specifica disciplina sportiva che devono seguire: "Non oserei dire che si allenino quanto gli atleti, ma posso dire che hanno dedicato moltissimi giorni alla preparazione e hanno fornito contributi preziosi su quali siano le inquadrature migliori, cosa funzioni e cosa no".
"Jonas, il pilota che segue il salto con gli sci, è lui stesso un saltatore. È amico di tutti gli atleti e conosce la disciplina a menadito. È stato lui a confrontarsi con i nostri produttori, spiegando come mostrare il salto in modo efficace, quali siano le sensazioni provate e come replicarle in video. Lo stesso vale praticamente per chiunque sia coinvolto in questa operazione".
Per ora, l’unico limite di questi dispositivi sembra essere il rumore: i droni Fpv, per garantire dimensioni minime e l'agilità necessaria a seguire l'atleta, utilizzano eliche di piccolo diametro che ruotano a regimi elevatissimi. I microfoni direzionali a bordo pista, tarati per catturare il suono delle lamine o degli sci, finiscono per amplificare anche questo sibilo, trasmettendolo nelle dirette televisive. C’è chi si è chiesto se questo potesse influire in qualche modo sugli atleti, ma per ora sembra aver sollevato soltanto qualche diffidenza, senza lamentele esplicite.
Quello dei droni è un settore in enorme e repentino sviluppo, e così lo è la loro sicurezza. I venticinque droni impiegati a Milano-Cortina promettono di essere macchine stabili, gestite da team di professionisti che operano solo in zone specifiche e che conoscono bene. Sebbene il rumore resti un limite tecnico difficile da abbattere, l’effetto e la qualità delle immagini lasciano presagire che questa tecnologia potrebbe diventare il nuovo standard della televisione sportiva.
Foto in apertura da: Dutch Drone Gods

Le Olimpiadi invernali Milano-Cortina raccontate da L'Altramontagna















