Matteo Salvini regala in diretta a Lilli Gruber un modellino del bob della nazionale italiana (VIDEO). Ecco qualche dettaglio relativo alla nuova pista da bob di Cortina

Alla vigilia dei Giochi olimpici invernali, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, ospite al programma Otto e Mezzo di La7, in apertura di puntata regala con orgoglio alla conduttrice Lilli Gruber un modellino del bob della nazionale italiana: "Evviva le Olimpiadi", esordisce, "ci ho lavorato per tre anni e mezzo". Il Ministro offre così la possibilità di ricordare, a un giorno dall'inaugurazione, qualche dettaglio relativo alla nuova pista da bob di Cortina

Alla vigilia dei Giochi olimpici invernali, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, ospite al programma Otto e Mezzo di La7, in apertura di puntata regala con orgoglio alla conduttrice Lilli Gruber un modellino del bob della nazionale italiana: "Evviva le Olimpiadi", esordisce, "ci ho lavorato per tre anni e mezzo".
Il Ministro offre così la possibilità di ricordare, a un giorno dall'inaugurazione, qualche dettaglio relativo alla nuova pista da bob di Cortina.
- L'opera è stata realizzata in tempi record, ma in una veste light (così da rispettare i tempi necessari al collaudo olimpico), dopo due bandi di gara andati deserti;
- il costo dell'opera ha superato i 120 milioni di euro;
- l'infrastruttura verrà destinata a uno sport che tra bob, skeleton e slittino conta in Italia appena una sessantina di atleti praticanti;
- a Cesana giace la carcassa della pista realizzata per le Olimpiadi invernali di Torino 2006, costata oltre 100 milioni di euro e abbandonata a causa dei costi di gestione troppo elevati dopo appena cinque anni: le spese di esercizio annue della pista di Cortina non saranno inferiori (si parla di oltre 1 milione di euro l'anno);

- a Innsbruck e a Saint Moritz, a breve distanza da Milano e da Cortina, si poteva contare su due piste già esistenti e operative (lo stesso Comitato olimpico internazionale invitava ad appoggiarsi a strutture esistenti e operative);
- per fare spazio all'impianto sono stati tagliati oltre 500 larici in uno spazio pari a circa 2/3 campi da calcio: numeri che obiettivamente non possono fare parlare di disboscamento diffuso, ma che hanno in modo innegabile toccato diverse sensibilità, soprattutto perché è stato parzialmente eliminato uno spazio di interesse collettivo che, se gestito correttamente, poteva offrire preziosi servizi alla comunità;
- sempre per fare spazio alla pista è stato rimosso un altro sito di respiro comunitario: un parco giochi costato 1 milione di euro e arrivato a fine vita dopo appena tre anni.
Questa infrastruttura, che nel tempo ha acquisito una forte valenza simbolica, ci aveva posto davanti a un bivio.
Da un lato si aveva la possibilità di trasferire le gare all'estero: oltre a essere un’operazione più economica e sostenibile (nel dossier di candidatura presentato dall’Italia, le diverse declinazioni della parola "sostenibile" figurano 169 volte in 127 pagine), si sarebbe rivelata un’ottima occasione per divulgare una sensibilità rinnovata che, al nuovo, predilige l’esistente (quando si presenta come una valida alternativa); che mira a incentivare il dialogo tra le realtà transalpine; che si impegna a sviluppare una pianificazione territoriale minuta e attenta alle peculiarità antropiche e ambientali che caratterizzano i territori
montani.
Dall'altro, invece, si poteva piantare la bandiera del nazionalismo su una pista nuova di zecca, verde bianca e rossa, ma sostanzialmente indesiderata da una buona parte di ampezzani che, prima di un costosissimo budello di cemento, avrebbero altre priorità.
Ovviamente abbiamo optato per la seconda via: "Evviva le Olimpiadi!"

Le Olimpiadi invernali Milano-Cortina raccontate da L'Altramontagna















