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Ambiente | 18 maggio 2025 | 12:00

La regione più piccola d'Italia è il "laboratorio delle Alpi", dove "la centralità della montagna è alla base di ogni scelta"

Di fronte a cambiamenti climatici repentini, violenti, e all’indifferibilità delle questioni ambientali, per la Val d'Aosta si apre una nuova sfida all’adattamento. Alla scoperta della Green Community Grand Paradis, che spazia dai 600 metri delle vigne in riva alla Dora Baltea sino ai 4.061 metri della vetta del Gran Paradiso: una strategia che verte sulla valorizzazione delle risorse naturali, in primis il patrimonio boschivo, e sul digitale

scritto da Caterina Morello

Come un fiume in piena. La bomba d’acqua che si è abbattuta su Cogne la scorsa estate è ancora impressa nella memoria di tutti. Per i tenaci valdostani, la ferita è diventata immediatamente monito per impostare le politiche future. I mantra per fronteggiare al meglio l’incontenibile violenza dei fenomeni climatici sono prevenzione e adattamento.

 

Jean Barocco, ex sindaco di Quart e Consigliere nazionale di Uncem, ricorda il ruolo plurisecolare della Valle d’Aosta come “laboratorio delle Alpi”. Qui, dove per secoli si è patita la fame a causa delle limitazioni geografiche, l’ingegno umano ha partorito soluzioni originali, base della ricchezza e del benessere delle generazioni successive: «Senza la carenza di risorse idriche, le famiglie non si sarebbero unite per costruire i rus - canali d'irrigazione, ndr - che ancora oggi vengono utilizzati per la nostra agricoltura. Senza la difficoltà correlata alle pendenze, non avremmo i meravigliosi terrazzamenti di viticoltura eroica che rendono unico il nostro paesaggio della vallata centrale».

 

Oggi, di fronte a cambiamenti climatici repentini, violenti, e all’indifferibilità delle questioni ambientali, si apre una nuova sfida all’adattamento; ancora una volta, la conformazione territoriale della Valle d’Aosta, è croce e delizia: da un lato, offre un immenso patrimonio di risorse naturali; dall’altro,  mostra asperità e ostacoli fisici tipici delle aree interne.

La strategia proposta da Baracco verte sulla valorizzazione delle risorse naturali, in primis il patrimonio boschivo, e sul digitale: «Se le opportunità di progresso in passato passavano dalla Via Francigena e dalle strade dei colli alpini, facendo della Valle d'Aosta un vero ipermercato Europeo, anche oggi che ci confrontiamo con le autostrade digitali dell’economia globale, possiamo essere parte di questo sviluppo».

 

La digitalizzazione dei servizi a favore della popolazione, supportato da idonei centri di assistenza per le fasce più deboli, «è un atto fondamentale di democrazia, necessario a garantire l’accesso ai principali servizi». Nei territori ad alta frequentazione turistica, il digitale gioca un ruolo importante anche in campo della sicurezza: allo scopo, è in via di sperimentazione nella Vallée un sistema di alert di avviso dei fenomeni climatici estremi, che avvisa i soggetti delle aree a rischio “selezionati” per geolocalizzazione. Si pensi all’esempio classico della piena dei fiumi, ma anche per il rischio distacco di un saracco sul Monte Bianco.

Nella regione più piccola d’Italia, la Green Community si inserisce con armonia in un quadro di politiche regionali cucite su misura per un territorio interamente montano. Un quadro dipinto con chiarezza dal consigliere regionale Luciano Caveri: «La Valle d'Aosta è una regione interamente montana e quindi è chiaro come qui la Green community sia un addendum al nostro piano di sostenibilità, una sperimentazione che riguarda una zona specifica della Valle d'Aosta, come viene anche per altri strumenti del PNRR. Il vantaggio di una regione autonoma è quello di poter contare su un numero di competenze che evitano una dispersione dei centri decisionali. Essendo una regione interamente montana, la centralità della montagna è alla base di ogni scelta. Sicuramente, nelle regioni dove i territori montani sono marginali in termini di percentuale e di densità demografica, le Green Communities rappresentano un’occasione davvero importante»

 

Il perimetro della Strategia ricalca quello dell’Unité Grand-Paradis, che comprende 13 comuni al racchiusi tra il Piemonte, la Francia, le valli del Monte Bianco e del Gran San Bernardo. Un’area estesa circa 826 chilometri quadrati e piuttosto varia, che spazia dai 600 metri delle vigne in riva alla Dora Baltea sino ai 4.061 metri della vetta del Gran Paradiso. Due milioni di euro il peso economico della strategia, che investe i 9 ambiti di intervento dell’avviso ministeriale e si propone di investire sulle risorse comuni attraverso azioni comuni. Non manca una branca d’azione dedicata ai prodotti locali, attraverso la valorizzazione delle produzioni lattiero-casearie e della filiera della segale autoctona, sulla base della reintroduzione sperimentale del cereale promossa negli ultimi anni dal Comune di Rhêmes-Saint-Georges.


Degna di menzione la realizzazione di un sistema informativo delle aree forestali di proprietà pubblica, base informatica essenziale per introdurre modalità di gestione integrata del patrimonio forestale. Mauro Lucianaz, Presidente dell’Unité, spiega: «Abbiamo applicato la tecnologia del Digital Twin per creare una piattaforma innovativa che andrà a supportare i professionisti nell'aggiornamento dei piani economici forestali , che permetteranno la creazione del primo Digital Twin del territorio».

 

Attività realizzata nell'ambito del Progetto ITALIAE - linea d’intervento Atelier di sperimentazione sulle Green Communities - del Dipartimento pergli Affari Regionali e le Autonomie  della Presidenza del Consiglio dei Ministri, cofinanziato Nell’ambito Del Programma Operativo Complementare Al Pon “Governance E Capacità Istituzionale” Fse-Fesr 2014-2020 Accordo Di Cooperazione Per La Realizzazione Di Attività Nell’ambito Del Progetto “Italiae” - Cup: J51h17000030007

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Questa rubrica dedicata alle Green Community si propone di raccontare le storie delle comunità coinvolte, facendo conoscere i progetti più innovativi e, soprattutto, stimolando un dibattito sulle sfide e le possibilità di uno sviluppo sostenibile per le Terre Alte italiane

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