Sembra essere la specie arborea con l'esemplare più antico del mondo: si chiama Pando e si stima abbia 80.000 anni

Alberi dimenticati # 20 / Forestpaola ci introduce a un albero che trema ad ogni piccolo sussulto aereo, ma che tenacemente conquista territori abbandonati

Vi sarà sicuramente capitato passeggiando per le campagne o vicino ai margini boscati di ascoltare il suono del bosco: spesso nel silenzio umano si possono ascoltare i richiami degli uccelli o magari qualche capriolo infastidito dalla vostra presenza che abbaia allontanandosi. Ma c'è un albero che è davvero il più rumoroso: appena spira un leggero refolo di vento, si agita tutto e la sua chioma inizia a tremare. È il Pioppo tremulo, Populus tremula, il cui nome ha un significato ben evidente. Questa volta il famoso botanico Linneo non ci ha fatto scherzetti dando nomi di difficile identificazione!

Innanzitutto il pioppo tremulo, come tutti i pioppi e i salici, appartiene alla famiglia delle Salicaceae, quindi ci dobbiamo aspettare una caratteristica comune all'albero raccontato nell'ultima puntata della rubrica, il salicone, ossia la dioicità: la specie infatti presenta individui differenziati in funzione degli amenti, maschili o femminili.
Come il salicone, se vi ricordate, è specie pioniera: quindi a dispetto della sua apparente "paura" che qualcuno potrebbe leggere nel tremolìo delle foglie, è invece una pianta assai frugale e resistente a tutti i terreni, che conquista passo passo. Nella mia valle guardando i margini prativi, se non accuratamente e tenacemente mantenuti, lo vedi avanzare assieme al larice non solo con nuove plantule ma più facilmente attraverso polloni radicali, quindi con ricacci dalle radici della pianta che sbucano fuori dal terreno proprio per conquistare nuovo territorio del sottosuolo ma anche aereo.

Il pioppo tremulo è un albero che può raggiungere i 20-25 metri di altezza, con chioma conica e spesso i rami basali cadono con la crescita alzando di fatto la chioma in alto ed evidenziando una corteccia nettamente argentata.
Indubbiamente la sua principale caratteristica resta nella foglia, di forma rotondeggiante, ma anche leggermente appuntita (soprattutto nei rami privi di fioritura), con margine dentellato grossolanamente, di colore verde brillante nella pagina inferiore, decisamente più glauca in quella inferiore. La foglia è portata su piccioli lunghissimi e schiacciati, quindi non a sezione cilindrica ma ellissoide, così da amplificare questo continuo tremolìo. In autunno è pianta regale, poiché le sue foglie assumono una colorazione giallo-oro, sembrando davvero una criniera leonina.
Le infiorescenze sono amenti pelosi, verdi nelle piante femminili, rossi nelle piante maschili: ne deriva un frutto una capsula a forma di birillo, contenuta in infruttescenze pendule: all'interno del birillo ci sono semi avvolti da pappi, che garantiranno una perfetta dispersione aerea a fine primavera.

Poiché non raggiunge grandi dimensioni ed essendo pianta pioniera, il suo legno non ha grandi utilizzi. Un tempo veniva impiegato per realizzare i fiammiferi, ma sembra ormai una pratica desueta.
Anche la corteccia aveva un utilizzo per la concia delle pelli, possedendo buone quantità di tannino. Attualmente la riscontrerete quindi nei giardini come specie ornamentale ma soprattutto ...alla conquista del mondo!
E sapete che questa sembra essere la specie con l'esemplare più antico del mondo? In America del Nord, nello Utah, esiste una colonia clonale su 0,42 chilometri quadrati, costituita da circa 47.000 fusti originatisi dallo stesso apparato radicale: di fatto un unico grandissimo ed esteso individuo, chiamato per questo Pando (dal latino "espandersi"), che si stima abbia la bellezza di 80.000 anni.

Sarà anche tremolante, ma che tenacia ha questo pioppo tremulo?

Dottoressa forestale libera professionista e Accompagnatrice di territorio del Trentino.
Nata a Firenze, vive in Trentino nella piccola Valle dei Mòcheni. Qui si occupa di boschi 365 giorni all'anno, per questo tutti ormai la chiamano solo "Forest".
Racconta la sua vita nella media montagna, il suo duplice lavoro di dottoressa forestale e di divulgatrice ambientale, il tutto sempre con un sorriso.















