Crete, montagnole e cooperative di comunità: oggi il Giro entra in Toscana, lungo le "strade bianche" senesi

La tappa 9 del Giro, Gubbio-Siena, sarà caratterizzata da uno dei paesaggi più noti e apprezzati al mondo, quello della campagna senese. I corridori percorreranno strade sterrate e luoghi affascinanti, dove nascono iniziative per rivitalizzare i paesi, ma in cui possono anche svilupparsi incomprensioni

LA MONTAGNA DEL GIORNO DOPO - a cura di Luigi Torreggiani
La tappa 9 del Giro non lambirà vere e proprie montagne, ma "montagnole"; non sfiorerà crode, ma "crete". L'ultima parte del percorso si terrà infatti in terra di Siena, un luogo che è anche un colore particolare, tra il rosso-bruno e il rosso-arancione. Ma il colore caratterizzante di questa tappa sarà un altro: il bianco. Saranno infatti le "strade bianche" del territorio senese a impegnare maggiormente i corridori, che ripercorreranno alcuni dei settori sterrati della classica di inizio primavera che passa proprio di qui.
Ma torniamo a crete e montagnole. Le crete sono ovviamente quelle senesi: colline di argilla caratteristiche di un dolce paesaggio agrario apprezzato in tutto il mondo. La montagnola senese, invece, è la “quasi montagna” che divide il territorio di Siena dal Chianti. Il suo maggior rilievo è il Montemaggio, che non arriva a 700 metri di quota.
Posta tra campi e vigne, questa dorsale molto boscata è tanto frequentata da escursionisti, ciclisti e turisti, quanto utilizzata regolarmente dai proprietari boschivi per produrre legna, seguendo il regolamento e la legge forestale. Si tratta di boschi "multifunzionali" quindi, che tuttavia sono stati spesso teatro di aspri conflitti tra i diversi punti di vista che guardano allo stesso paesaggio. Non di rado i rappresentanti di queste diverse sensibilità (e qui torniamo alle cromie, destino di questa tappa) se ne sono dette… di tutti i colori.
E quindi cogliamo questa occasione per ragionare sulla multifunzionalità forestale, sulla necessità di viverla e comprenderla fino in fondo, da tutti i punti di vista.

LA FORESTA DEL GIORNO DOPO - a cura di FSC Italia
Con la tappa di oggi il Giro entra ufficialmente in Toscana, che coi suoi 1,4 milioni di ettari di foresta è la terza regione più boscosa d’Italia. Faggi, querce, castagni e, più verso il mare, lecci e pini marittimi e domestici puntellano il paesaggio, tra i più incantevoli e ammirati della nostra Penisola.
La storia di una piccola comunità ubicata a 80 chilometri a sud-ovest di Camucia, ai piedi della prima vera salita odierna (al chilometro 52 circa), ci racconta alcune delle trasformazioni che hanno subito nei secoli questi luoghi. Nel cuore della Maremma, tra le dolci colline del Monte Amiata, sorge il Comune di Castell’Azzara, un piccolo paese che custodisce un patrimonio boschivo di straordinaria bellezza e importanza.
Le sue foreste non sono solo un elemento paesaggistico, ma rappresentano un legame profondo con la storia, la cultura e le tradizioni locali. Nei secoli scorsi un'intensa attività mineraria - in particolare legata all’estrazione del cinabro, minerale da cui si ricavava il mercurio - ha sconvolto parte di queste aree, mentre ancor oggi i castagni secolari, alcuni dei quali di dimensioni eccezionali, sono simboli di una tradizione agro-forestale che ha nutrito intere generazioni.
La Cooperativa di Comunità Ecosistema Comunale di Castell'Azzara è nata con l'obiettivo di contrastare lo spopolamento e promuovere lo sviluppo sostenibile di questo territorio, valorizzando le risorse naturali e culturali locali, ma anche creando opportunità attraverso il turismo sostenibile, la promozione dei prodotti tipici e la riqualificazione del patrimonio edilizio.
Foto di copertina: Montagnola senese, LigaDue - Wikimedia Commons


A partire dal 9 maggio e per ogni tappa del Giro d'Italia 2025, Leonardo Piccione del magazine Bidon coordina un resoconto serale su L'AltraMontagna, per ricapitolare quanto accaduto nella Corsa rosa, ma anche le storie e dei territori che ruotano attorno ad essa. La redazione de L'AltraMontagna contribuirà quotidianamente con aneddoti e curiosità sui rilievi attraversati dal Giro, anche laddove la montagna (solo apparentemente) non esiste. Il tutto è possibile grazie a FSC Italia, che ci racconterà le foreste certificate in giro per la penisola: modelli di sostenibilità e mete da visitare. Dal 9 maggio al 1 giugno brindiamo ogni sera al ciclismo e alla montagna con... Un altro Giro!















