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Ambiente | 31 maggio 2025 | 14:30

"L'unica guerra possibile è quella fatta a colpi di pedali". Il Colle delle Finestre deciderà il Giro: il forte militare presente lassù, a 2.178 metri di quota, è l'occasione per un messaggio di pace

Oggi ultima tappa di montagna, con il Colle delle Finestre - Cima Coppi - a decidere il Giro. Chi indosserà stasera la maglia rosa? Prima di incollarci davanti alle TV per seguire la salita decisiva, scopriamo il territorio attraversato, a partire proprio dal forte presente sul Colle e dall'Arboretum “Borna du laou”

Festival AltraMontagna

LA MONTAGNA DEL GIORNO - a cura di Fabio Dal Pan

 

Oggi, a meno di trenta chilometri dall'arrivo, i corridori arriveranno ai 2.178 metri del Colle delle Finestre, la “Cima Coppi” di questo Giro d'Italia. Domani ci sarà la passerella di Roma: il Colle delle Finestre sarà di fatto l'ultima salita di quest'edizione della corsa rosa, l'ultima occasione per gli uomini di classifica per darsi battaglia.

 

In cima al Colle, prima di lanciarsi in discesa verso l'arrivo di Sestriere, gli atleti vedranno sulla loro destra i ruderi di un forte costruito nel 1891 dal Regno d’Italia come avamposto in un'ipotetica guerra contro la Francia. Guerra che, per fortuna, non ci fu mai: nel 1928 la bandiera del Regno venne ammainata e il forte dismesso.

 

Quella che però è rimasta è la strada per arrivarci dalla Val di Susa, una via crucis lunga 18.6 km al 9% di pendenza media, con gli ultimi 8 km su fondo sterrato. Nel 2018 Chris Froome terremotò il Giro attaccando proprio all'inizio dello sterrato, in una delle più memorabili imprese del ciclismo moderno: 80 km di fuga solitaria con la quale andò a prendersi una maglia rosa che fino a quella mattina sembrava per lui non solo impossibile, ma anche impensabile.

 

Chissà cosa succederà, chi tenterà l'attacco al forte lassù in cima, chi invece, nella battaglia, dovrà solo difendersi. Chissà poi se anche sul Colle della Finestre, ora che sono state ammainate per sempre le bandiere del Regno d'Italia, vedremo sventolare quelle palestinesi, come tante volte successo sulle montagne di questo Giro d'Italia. A ricordarci che l'unica guerra possibile, nel 2025, è quella fatta a colpi di pedale.

LA FORESTA DEL GIORNO - a cura di Fsc Italia

 

“Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi”: le parole di Walden, ovvero Vita nei boschi dello scrittore statunitense Henry David Thoreau introducono i 205 km che portano la carovana rosa da Verrès a Sestrière: una tappa di connessione con alcune delle località alpine più suggestive della corsa, che ci fa riflettere sul nostro rapporto con la natura.

 

Proprio a Verrès si incontra l’Arboretum “Borna du laou”, non un vero e proprio bosco ma un’area impiantata nella metà degli anni 50 e in cui sono state messe a dimora specie come pino marittimo, domestico, nero e strobo, cedro dell’Atlante, abete del Caucaso - un raro esempio in cui alberi estranei al contesto si sono ambientati bene a dispetto delle condizioni climatiche.

 

C’è poi la Val Chisone, che porta verso il passo del Sestrière, ricca di boschi di conifere, con prevalenza di abete rosso e larice. L’arrivo è infine circondato da ben tre parchi naturali - Orsiera Rocciavré, Val Troncea e Gran Bosco di Salbertrand - parte della rete Aree Protette delle Alpi Cozie: un concentrato di storia sociale e ambientale passata e recente.

 

Una curiosità: proprio in Piemonte è attiva un’impresa innovativa che prende il nome dal libro di Thoreau (Walden), ​​e che si occupa di gestione forestale responsabile, sviluppo rurale e innovazione sociale. Gestisce circa 890 ettari di foreste miste nella provincia di Cuneo a scopi conservativi e di produzione, dimostrando che è possibile coniugare il rispetto per la natura con lo sviluppo economico.

Foto: Gigillo83, Motorpferd - Wikimedia Commons

la rubrica
Un altro Giro

A partire dal 9 maggio e per ogni tappa del Giro d'Italia 2025, Leonardo Piccione del magazine Bidon coordina un resoconto serale su L'AltraMontagna, per ricapitolare quanto accaduto nella Corsa rosa, ma anche le storie e dei territori che ruotano attorno ad essa. La redazione de L'AltraMontagna contribuirà quotidianamente con aneddoti e curiosità sui rilievi attraversati dal Giro, anche laddove la montagna (solo apparentemente) non esiste. Il tutto è possibile grazie a FSC Italia, che ci racconterà le foreste certificate in giro per la penisola: modelli di sostenibilità e mete da visitare. Dal 9 maggio al 1 giugno brindiamo ogni sera al ciclismo e alla montagna con... Un altro Giro!

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