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Coronavirus, gli impianti non chiudono. La Provincia prende tempo e vuole incontrare le società per condividere la scelta

Il presidente Fugatti: "Non è stato piacevole quanto è accaduto ieri, ma oggi ho effettuato una ricognizione su tutte le principali piste tra le 11 e le 13, l'afflusso è stato sostanzialmente regolare. La Giunta provinciale ritiene che sia funzionale anche per l'immagine chiudere tutte le stazioni e non solo alcune"

Di Luca Andreazza - 08 marzo 2020 - 19:45

TRENTO. "Non è stato piacevole quanto è accaduto ieri, ma oggi ho effettuato una ricognizione su tutte le principali piste tra le 11 e le 13, l'afflusso è stato sostanzialmente regolare". Così il presidente Maurizio Fugatti, che aggiunge: "La gran parte delle stazioni hanno previsto gli spazi di entrata e la fila di persone per poter mantenere le distanze". 

 

Mentre i contagiati in provincia salgono a 26 unità (Qui articolo), non c'è una decisione sull'eventuale chiusura degli impianti da sci. "C'è stata maggiore disciplina - commenta Fugatti - anche perché molti quasi sicuramente sono partiti durante la notte e indubbiamente la situazione è stata diversa rispetto a ieri. Il nuovo decreto del presidente del consiglio dei ministri non prevede per il Trentino la chiusura delle stazioni sciistiche, come avviene invece per le aree inserite nell'articolo 1".

 

E se il presidente dell'Alto Adige, Arno Kompastcher, sembra aver preso la sua decisione, Fugatti prende tempo. "Il governo - dice il governatore - vuole uniformare le iniziative e non sono a conoscenza delle scelte di Bolzano, mi riservo di commentare dopo essermi confrontato con il governatore. C'è una richiesta da parte della Comunità valle di Sole per chiudere gli impianti: secondo la Giunta provinciale è più funzionale per la gestione e per l'immagine del Trentino che un eventuale stop sia generale e valido per tutto il territorio".

 

Ci si prende almeno 24 ore di tempo per valutare eventuali azioni. "Stiamo discutendo come procedere. Domani - aggiunge Fugatti - abbiamo una riunione anche con Anef e vogliamo vedere se c'è la possibilità di trovare un accordo comune tra tutti i territori e l'Alto Adige. Vogliamo decidere in modo uguale su tutta la provincia. Crediamo che sia un brutto messaggio se un'area chiude gli impianti per motivi sanitari e attualmente non sarebbe il caso del Trentino. Oggettivamente i numeri dei contagi si aggravano a livello locale, così come a quello nazionale ma le indagini per ricostruire i contatti sui vari casi confermano un forte collegamento con l'area lombarda".

 

Nessuna serrata, quindi, dopo il boom di ieri sulle piste (Qui articolo), ma anche oggi ci sono tantissime persone nelle località sciistiche (Qui articolo). Diversi gli appelli per bloccare gli impianti tra le opposizioni (Qui articolo), gli albergatori (Qui articolo), la richiesta firmata dalla Comunità di valle della val di Sole per chiedere il blocco degli impianti (Qui articolo) e l'intervento dei sindacati (Qui articolo).

 

I vertici provinciali sono reduci da una teleconferenza per approfondire le disposizioni del governo prese nel corso della notte. "Ci siamo confrontati con i ministri Francesco Boccia e Roberto Speranza per gli effetti del decreto sui territori. Il Trentino rientra nell'articolo 2, alcuni provvedimenti sono contenuti nel precedente Dpcm, mentre altri sono diversi. Un tema è quello delle tante persone presenti sul nostro territorio dalla Lombardia e dalle province venete attenzionate".

 

Tante persone provenienti dalle regioni limitrofe sono ancora qui. "I cittadini arrivati prima del Dpcm - evidenzia il presidente - sono libere di rientrare o possono restare in Trentino. Nella serata di ieri ci sono state tante partenze, vediamo quanto avviene nelle prossime ore. Un Trentino che lavora in territori lombardi e veneti può spostarsi, così come è valido viceversa".

 

Un altro tema è quello della regolamentazione di locali e pub. "Aspettiamo un circolare esplicativa, il governo specificherà le diverse fattispecie, anche sul termine pub", conclude Fugatti. 

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