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Attualità

Con Angelina Mango la montagna ha vinto il Festival di Sanremo 2024. Originaria dell’Appennino, con “La noia” apre a una riflessione sull’abitare le Terre alte

La montagna ha vinto la settantaquattresima edizione di Sanremo. Già, perché Angelina Mango, trionfatrice del Festival e figlia del compianto Pino Mango, è in fondo una donna di montagna. Angelina è infatti cresciuta a Lagonegro, 666 metri sul livello del mare, un comune montano della Lucania. Di quell’Appennino meridionale che è tra i più dimenticati nella narrazione mainstream sulle Terre alte. Lagonegro aveva oltre 6.000 abitanti nel 2000, ora ne ha 5.400; nel 1746 per ogni 2 anziani erano presenti più di 16 bambini, nel 2017 il rapporto è completamente rovesciato: ogni 2 anziani si trova un solo bambino

Di Luigi Torreggiani | 11 febbraio | 13:35
Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

La “settimana santa” della canzone italiana è terminata e, come avevamo intuito analizzando i testi delle trenta canzoni in gara, di temi legati a quell’altra montagna che ci interessa raccontare non si è vista neppure l’ombra. Sul palco dell’Ariston hanno trovato spazio riflessioni sociali e persino un comunicato degli agricoltori in protesta, ma di montagna, di quella montagna che incombe alle spalle di Sanremo come uno sfondo sfocato e confuso, nessun accenno.  

 

A ben vedere, però, la montagna ha vinto la settantaquattresima edizione del Festival. Già, perché Angelina Mango, trionfatrice del Festival e figlia del compianto Pino Mango, è in fondo una donna di montagna.

 

Angelina è infatti cresciuta a Lagonegro, 666 metri sul livello del mare, un comune montano della Lucania. Di quell’Appennino meridionale che è tra i più dimenticati nella narrazione mainstream sulle Terre alte.

Lagonegro aveva oltre 6.000 abitanti nel 2000, ora ne ha 5.400; nel 1746 per ogni 2 anziani erano presenti più di 16 bambini, nel 2017 il rapporto è completamente rovesciato: ogni 2 anziani si trova un solo bambino.

Nella cittadina all’ombra del monte Sirino, che supera i duemila metri, ieri notte è esplosa una gioia contagiosa, con brindisi e caroselli di auto in festa tra le strade. Il sindaco, Salvatore Falabella, ha immediatamente invitato la cantante, che oggi vive lontana dalla Lucania, per consegnarle le “chiavi della città”.

 

 

La canzone con cui Angelina ha trionfato a Sanremo 2024 si intitola “La noia”. Un sentimento che, lo sappiamo, ha contribuito a spingere molti giovani ad abbandonare le Terre alte negli ultimi decenni. Ma nel testo della canzone una strofa ci permette di aprire a una breve riflessione:

 

“Quasi quasi cambio di nuovo città

Che a stare ferma a me mi viene

A me mi viene

La noia”

 

C’è noia anche in città, eccome. C’è noia nello stare fermi, statici, immobili in senso sia intellettuale che fisico, geografico.

 

E proprio la mobilità, che aiuta a fuggire la noia ma anche ad aprire nuove prospettive socioeconomiche, è uno degli elementi chiave che può aiutare il ritorno verso il riabitare la montagna. Come scrive Mauro Varotto, geografo dell’Università di Padova e membro del Comitato scientifico de L’AltraMontagna nel suo “Montagne di mezzo”: “È necessario allargare la sfera dell’abitare oltre l’abitazione, concepire l’appartenenza alla montagna come azione politopica, mobile e aperta”.

 

Aprirsi, muoversi, per superare “la noia” ma anche altri numerosi ostacoli all’abitare nelle Terre alte. Per andare oltre all’idea di una montagna chiusa e statica. Per essere anche urbani, ma senza dimenticare le radici e il rapporto vivo con una montagna che senza città muore.

 

Quindi, un appello alla vincitrice del Festival, originaria di Lagonegro, ma anche al sindaco della cittadina lucana. Quando organizzerete la cerimonia per festeggiare questo trionfo, affrontate anche questi temi, a partire dal titolo della canzone vincitrice, “La noia”. Organizziamo assieme un bel momento di confronto: noi de L’AltraMontagna ci rendiamo disponibili.

 

In tanti ci hanno deriso per aver parlato di Sanremo in questo spazio. Non ci siamo offesi, tutt’altro, siamo ben consapevoli di questa “forzatura”. Ma uno dei nostri obiettivi è fare tornare la montagna al centro del discorso pubblico: vogliamo cercarla ovunque non per trovarla forzatamente, ma per dimostrare che, a ben vedere, la montagna, in Italia, c’è sempre. È il tempo di darle voce.

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