“Medie folli e temperature record: così sul ghiacciaio (FOTO) si perdono 170 centimetri di neve (e mezzo metro di ghiaccio) in un mese”

A fare il punto è Davide Colombarolli, del Servizio Glaciologico Lombardo, salito in quota sul ghiacciaio di Livigno del Campo Nord Paradisin sabato scorso (12 luglio): “Le notizie che riportiamo a valle non sono delle migliori”

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Mentre negli scorsi giorni il Mediterraneo ha fatto registrare in diverse aree temperature superficiali estreme – con tutti i pericoli del caso, tra le altre cose, per la vita marina –, gli effetti delle pesanti ondate di calore che a giugno hanno interessato buona parte del Continente europeo si fanno sentire duramente anche in quota, lungo la catena alpina.
Già dal 1° luglio, riportava la Società Meteorologica Italiana, la copertura nevosa sul ghiacciaio Ciardoney, a 2850 metri di quota, è ufficialmente esaurita e, salendo leggermente più in alto, la situazione non è migliore al ghiacciaio di Livigno del Campo Nord Paradisin, dove in poche settimane la coltre di neve rimasta dalla stagione invernale è completamente sparita – insieme a ben mezzo metro di ghiaccio.

A riportarlo è Davide Colombarolli, del Servizio Glaciologico Lombardo, che con una squadra di 6 operatori è salito in quota sabato scorso (12 luglio) per delle rilevazioni.
“Le notizie che riportiamo a valle – scrive – non sono delle migliori e ci dicono che il ghiacciaio si trova già in uno stato di forte sofferenza”. A livello numerico, a quota 2950 metri dei 170 centimetri di neve misurati e analizzati nella precedente missione (avvenuta il 7 giugno) non rimane più nulla.

“E oltre alla neve – continua l'esperto – si sono già persi 50 centimetri di ghiaccio. Il motivo è presto detto ed è da ricercare nei due anticicloni africani che hanno imperversato nel mese. Dai dati della nostra stazione meteo di quota 2933 metri abbiamo osservato che oltre ad un giugno con una temperatura media folle di +7,2 gradi centigradi (+3,4 gradi oltre la media nel periodo 2009-2025), è stato abbattuto seppur di poco con +17,3 gradi centigradi (29 giugno) anche il precedente record storico di temperatura massima di +17,1 gradi (26 giugno 2019)”.
Grazie alle immagini della webcam, gli esperti del Servizio Glaciologico Lombardo hanno potuto osservare che il ghiacciaio si è scoperto nella sua parte centrale tra il 26 e il 27 giugno: sostanzialmente nei giorni di picco dell'ondata di calore che ha portato le temperature a livelli da record per il mese in diverse zone del Paese.

“I 50 centimetri di ghiaccio persi – spiega Colombarolli – sono quindi da imputare al periodo 27 giugno – 7 luglio (11 giorni), dopodiché le temperature sono scese sotto lo zero anche durante il giorno fino al 10 luglio e le nevicate di quei giorni hanno dato respiro all'apparato”.
L'innevamento stagionale rimane però costante solo più in alto, al piano di quota 3100 metri, con uno spessore che va dai 110 centimetri nell'area più esposta al sole ai 250 centimetri nell'area valanghiva. “Mediamente – conclude l'esperto – dal 7 giugno anche quest'area ha registrato una perdita di spessore neve stagionale di circa 150 centimetri”.

Foto Servizio Glaciologico Lombardo












