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Attualità | 09 luglio 2025 | 10:30

"Mentre la montagna frana sotto i nostri occhi, l'arroganza umana non si ferma": a Cortina d'Ampezzo, al via i lavori per la nuova cabinovia Apollonio - Socrepes

Simico ha annunciato l’affidamento a una associazione temporanea di tre imprese costituita da Graffer, Dolomiti Strade ed Ecoedile. Previsti dieci piloni e la realizzazione di tre stazioni, con 50 cabine capaci di trasportare 2.400 persone all’ora. De Zanna: "Si vuole procedere a tutti i costi con la costruzione dell'impianto ai bordi di una frana attiva, incuranti di quello che sta succedendo"

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

"Mentre la montagna frana sotto i nostri occhi, causando pericolo e disagi tra gli abitanti, l’arroganza umana non si ferma nemmeno davanti all’evidenza e si vuole procedere a tutti i costi con la costruzione della cabinovia Apollonio – Socrepes ai bordi di una frana attiva, incuranti di quello che sta succedendo, illudendosi di poter fronteggiare la natura con degli accorgimenti tecnici".

 

Esordisce così Roberta De Zanna, consigliera comunale di Cortina Bene Comune, commentando l'avvenuto affidamento dei lavori per la realizzazione del nuovo impianto a fune Apollonio - Socrepes

 

Nonostante il bando andato deserto, sono stati prontamente effettuati gli espropri come da cronoprogamma. Ieri, il Commissario di Governo e amministratore delegato di Simico Fabio Saldini ha dato notizia della conclusione della procedura negoziata con l’affidamento dei lavori ad una associazione temporanea di tre imprese costituita da Graffer, Dolomiti Strade ed Ecoedile. La nuova cabinovia prevederà l’installazione di dieci piloni e la realizzazione di tre stazioni – a valle, intermedia e a monte – con 50 cabine da 10 persone capaci di trasportare 2.400 persone all’ora (QUI l'articolo). 

 

Nel comunicato, De Zanna aggiunge: "Si procede nonostante la contrarietà di molti cittadini di Cortina d’Ampezzo, nonostante la mancanza di un parcheggio che farà sì che si dovrà chiudere l’impianto subito dopo i Giochi. Ed è facile prevedere che l’Amministrazione, pur di veder realizzato il necessario parcheggio, sarà disposta a concedere qualche benefit ai privati che dovranno affrontare quest’opera anch’essa di non facile realizzazione".

 

"A fronte di un impatto ambientale enorme che andrà a deturpare i prati di Convento, Mortisa e l’abitato di Lacedel si è provveduto ad uno studio cromatico 'con vernici polimetalliche e sfumate che garantiscono transizioni ottiche dolci tra struttura e ambiente': sembra uno scherzo invece sono proprio queste le prescrizioni della Sovrintendenza, la stessa sempre così attenta all’apertura di una finestra, all’aggiunta di un camino - fa notare la rappresentante di Cortina Bene Comune -. Resta un interrogativo: come mai la Doppelmayr e la Leitner, aziende leader mondiali nel settore funiviario si sono defilate dall’affare? La ritengono forse un’impresa rischiosa? Temevano in un danno di immagine derivante da un progetto così controverso? E questo raggruppamento temporaneo di imprese avranno la competenza per affrontare un’opera così difficoltosa? Sapranno dare le giuste garanzie?"

 

A Cortina, dove nel frattempo procedono a ritmo serrato i tanti lavori in corso in vista delle imminenti Olimpiadi invernali, si avvierà quindi presto un nuovo cantiere.

 

Così Roberta De Zanna: "Se partirà anche quest’opera avremo l’ennesimo cantiere in una Cortina irriconoscibile, dove regna il caos viario e dove si parcheggia impunemente in ogni buco, dove l’aria è resa irrespirabile dalle decine e decine di camion che vanno avanti e indietro e ci saremo giocati anche l’ultimo spazio utile per poter parcheggiare in centro. Ai turisti non resta che salire in quota per godere delle bellezze delle nostre montagne e non vedere in che stato abbiamo ridotto il nostro paese".

 

Con toni molto critici sull'ipotesi della realizzazione della nuova cabinovia Apollonio - Socrepes si era espressa anche qualche giorno fa l'eurodeputata Cristina Guarda. Le sue affermazioni: "Le frane che hanno colpito l’area dolomitica da San Vito di Cadore a Cortina ci ricordano, ancora una volta, quanto fragile sia il nostro territorio montano, anche per effetto delle sempre più frequenti piogge torrenziali. Eppure, mentre si contano i danni e si lavora per ripristinare la viabilità, si continua a spingere per la realizzazione della cabinovia Apollonio-Socrepes, un’opera prevista per le Olimpiadi Milano-Cortina 2026, in un’area che presenta evidenti criticità geologiche". L'europarlamentare del gruppo Verdi eletta nelle liste di Alleanza Verdi Sinistra (Avs) chiedeva: "Fermiamoci. Non possiamo permetterci di costruire un’infrastruttura olimpica su un versante instabile, mettendo a rischio la sicurezza delle persone e compromettendo il paesaggio dolomitico, patrimonio dell’umanità".

 

Cristina Guarda sottolinea le criticità della zona su cui verrà realizzato l'impianto: "Nonostante i clamorosi ritardi e i ricorsi pendenti, ci si ostina invece in questa direzione. Il progetto insiste in una zona ad alto rischio, come sottolineato dal parere dell’Autorità di Bacino, e, più recentemente, dal dossier prodotto da un geologo e ingegnere con esperienza internazionale, che ha definito la costruzione della cabinovia un 'notevole azzardo'. Nel Piano di Assetto Idrogeologico (Pai), l'area è classificata come 'a rischio frana elevato'. Le infrastrutture esistenti nella zona hanno già subito danni e disallineamenti a causa dell’instabilità del terreno. È inaccettabile che, in nome della fretta e dell’interesse economico, si ignorino aspetti così macroscopici. Le Olimpiadi non possono diventare un pretesto per ignorare la scienza e il buon senso. Serve un cambio di rotta, subito," conclude l'eurodeputata.

 

"Sui dubbi sollevati rispetto alle criticità geologiche e geognostiche, Simico ha adottato un piano di indagini mirato per la realizzazione dell’impianto, che verrà costruito in sicurezza e a tutela della comunità, come per tutto il resto delle opere del Piano olimpico" ha dichiarato l'ad Fabio Saldini, spiegando che il progetto prevede l'implementazione "di un avanzato sistema di monitoraggio geotecnico e strutturale, collegato al sistema gestionale dell’impianto che permette la verifica in tempo reale di eventuali spostamenti del versante e delle opere strutturali".

 

Per quanto riguarda l'impatto ambientale e paesaggistico del nuovo impianto di risalita, Simico si esprime così: "Ai fini della sostenibilità dell’opera è stato eseguito uno studio cromatico e della forma dei sostegni, promuovendo un ottimo inserimento paesaggistico, adottando vernici polimetalliche e sfumate che garantiscono transizioni ottiche dolci tra struttura e ambiente. Il progetto, sarà inoltre compatibile con i futuri piani di sviluppo dell’area, ovvero con la realizzazione del parcheggio interrato e con la realizzazione delle varianti stradali di Cortina".

 

Le attività inizieranno già questa settimana per completarsi in vista dei Giochi Olimpici invernali di febbraio 2026.

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