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Attualità | 05 agosto 2025 | 16:30

Olimpiadi 2026, al via gli scavi per la cabinovia Apollonio-Socrepes a Cortina: "Questo sfregio continuo del territorio è una cosa che fa male, ci si sente così impotenti"

Nel frattempo nella Conca Ampezzana la stagione turistica sembra in balia del caos. A raccontarcelo è la consigliera comunale di Cortina Bene Comune, Roberta De Zanna: "Ci sono molti problemi legati alla viabilità, colonne continue, traffico interrotto. Dal punto di vista turistico si contano molte meno presenze"

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Sono iniziati lavori per la realizzazione dell'impianto di risalita Apollonio-Socrepes, a Cortina. Per ora gli scavi si stanno concentrando sul primo dei tre impianti previsti dal progetto, quello a valle. “Quell’impianto viene costruito ai bordi di una frana, attraversando una zona ancora intatta lungo i prati di Convento e Mortisa”, ci spiega la consigliera comunale di Cortina Bene Comune, Roberta De Zanna.

 

“Serve per collegare il centro di Cortina con la zona delle piste delle Tofane, a Socrepes”, spiega Roberta. L’incalzare dei lavori sarebbe giustificato con l’urgenza dei Giochi Olimpici: «La scusa di costruire questo impianto in fretta è che deve essere pronto per le Olimpiadi, perché secondo loro è strategico per poter portare gli spettatori sulla zona di gara. Ma, aggiunge, una volta arrivati lì, ci sono ancora altri tre impianti da prendere, quindi non è neanche così comodo l’avvicinamento, se vogliamo proprio dirla tutta”.

 

De Zanna sottolinea l’impatto di un nuovo cantiere su un’area già minacciata. Per far fronte alla fragilità della zona e la sua esposizione al rischio frane, infatti, “verranno costruiti i piloni e la stazione intermedia su delle specie di rotaie, in modo da assecondare il movimento, che è stato previsto con sicurezza”. Oltre al costo elevato che queste misure comportano, prevede anche spese continue per il Comune: Una volta terminate le Olimpiadi, la gestione verrà affidata al Comune di Cortina e tutto quello che ne comporta nella manutenzione e nel monitoraggio”.

 

Nonostante tutto, secondo De Zanna, opporsi ha ancora senso: “Secondo me inutile non è. Se loro vanno avanti per la loro strada, noi faremo altrettanto”. Ci sono ancora questioni che rimangono irrisolte; tra queste vi è l’assenza di parcheggio: “Inizialmente doveva essere un unico progetto che prevedeva anche un parcheggio da 700 posti, poi è stato separato e per ora rimane soltanto l’impianto. Un impianto senza un parcheggio alla base di partenza è praticamente inutile”.

 

Chi è che andrebbe a prendere la cabinovia a piedi con gli sci in spalla? Si chiede la consigliera. Nemmeno la promessa di soluzione per il futuro la convince: “Siamo quasi sicuri che per almeno due anni questo parcheggio non ci sarà”.

 

“Le più grandi ditte, la Doppelmayr e la Leitner, hanno ritenuto di non partecipare perché i tempi erano troppo ristretti e per le complesse problematiche idrogeologiche”. Dopo che il bando indetto da Simico è andato deserto, il progetto è stato concesso per affidamento diretto a un raggruppamento temporaneo di imprese, che farebbe capo alla Graffer, un’impresa molto più piccola. Inoltre, “Le cabinovie saranno realizzate da una ditta turca, i piloni da una bellunese, i plinti di cemento da Cadore Asfalti; uno spezzettamento che solleva dubbi sulla solidità dell’opera. “Anche le garanzie sulle reali tenute dell’opera una volta conclusa ci lasciano un po’ perplessi”.

Tra i cittadini c’è preoccupazione. Qualcuno spera che l’impianto aiuti a ridurre il traffico, ma, stando alle previsioni di De Zanna, il vantaggio sarà minimo, soprattutto in mancanza di un parcheggio ai piedi dell’impianto. In estate, poi, “non avrà nessun utilizzo, perché arriva in una zona facilmente raggiungibile in macchina”. A fronte di costi e danni ambientali, il beneficio appare limitato: “Sacrifichiamo soldi pubblici, un impatto ambientale enorme da vedere per un utilizzo limitato nel tempo”.

 

Nel frattempo la stagione turistica sembra in balia del caos: Ci sono molti problemi legati alla viabilità, colonne continue, traffico interrotto. Dal punto di vista turistico si contano molte meno presenze”. Il paese è nel disordine e cresce un turismo poco regolamentato: “Un’altissima presenza di camper o van camperizzati, che parcheggiano lungo tutte le strade di montagna, causando problemi igienici e di degrado”.

 

“Vedere questo sfregio del territorio continuo è una cosa che fa male” dice Roberta, parlando come abitante, prima che come consigliera. Ci si sente così impotenti... non resta che aspettare. Vedremo cosa resterà una volta che l’entusiasmo per le Olimpiadi sarà scemato”. L’impatto non è solo ambientale: “Molti che avevano l’appartamento in affitto si sono visti aumentare l’affitto. Quindi sono costretti ad andare via”. I prezzi delle case sono ormai fuori portata per i residenti: “C’è un mercato di compravendita immobiliare mai visto prima, che punta solo su affitti e seconde case”.

 

A mutare sembra essere anche il tessuto economico: “Gli alberghi stanno passando tutti in mano a queste grandi catene”. Le trasformazioni in atto rendono la vita sempre più difficile per chi abita qui. L’anno scorso sono nati 17 bambini, quindi il futuro di questo paese è tutto da dimostrare”.

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