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Attualità | 09 settembre 2025 | 16:01

Si dilata la frattura nel versante dov'è in fase di realizzazione la nuova cabinovia: "La crepa si è allungata, una parte è visibile anche fuori dai teloni"

Ai teli che erano stati posati sulla fessura apertasi nel terreno a Socrepes ne è stato aggiunto uno nuovo. Come documenta il quotidiano Voci di Cortina, "una parte della crepa è visibile anche fuori dai teloni"

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

"Non ha finito di muoversi il terreno sopra i cantier Kraler e Simico a Socrepes sul pendio sotto il pilone 4 della costruenda cabinovia della società Ista. Anzi, siamo solo agli inizi". A darne comunicazione è Marina Menardi sul quotidiano Voci di Cortina, aggiungendo che "la dimensione in pianta della frana sta aumentando e la crepa a coronamento della frana si è visibilmente allungata".

 

Ai teli che erano stati posati sulla fessura - apertasi nel terreno dov'è in fase di realizzazione una nuova cabinovia pensata per le Olimpiadi del 2026 - ne è stato quindi aggiunto uno nuovo. Come documenta sempre il quotidiano ampezzano, "una parte della crepa è visibile anche fuori dai teloni".

Giusto oggi davamo notizia della decisione dell'eurodeputata Cristina Guarda di presentare un'esposto: 

 

"Ho presentato un esposto alle autorità competenti", ha dichiarato Guarda, "chiedendo verifiche immediate, l’accesso agli atti e la sospensione dei lavori finché non sarà garantita la sicurezza dell’area. È gravissimo che davanti a uno squarcio nel terreno, con sopralluoghi in corso e residenti costretti a rivolgersi al TAR, la priorità del cantiere sia solo ‘sistemare in fretta e continuare i lavori’. La sicurezza non è un dettaglio da sacrificare sull’altare degli interessi di pochi".

 

Anche la consigliera comunale di Cortina Roberta De Zanna la settimana scorsa si era pronunciata sulla fessura apertasi nel terreno a Socrepes: "Non sono servite tutte le osservazioni inviate alla Regione Veneto e alla Sovrintendenza, non ha dato esito il ricorso al TAR di quei cittadini che chiedevano la sospensiva dei lavori e allora ci ha pensato la natura stessa a dare un segnale forte, a porre uno stop alla prepotenza e arroganza umana che pensa che tutto si possa risolvere e contrastare con accorgimenti tecnici e colate di cemento".

 

 

Fotografie in copertina del quotidiano Voci di Cortina

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