Soccorsi in montagna: dal 2026 gli "irresponsabili" dovranno pagare in caso di intervento? Cosa prevede la bozza della nuova legge di bilancio

Confermata l’indiscrezione: in caso di dolo o colpa grave, chi chiede l'intervento dovrà farsi carico della "corresponsione di un corrispettivo al ministero dell’Economia e delle Finanze". La nuova normativa dovrebbe interessare chi si trova a chiedere aiuto perché mal equipaggiato; chi si espone al pericolo attuando comportamenti imprudenti; o, ancora, chi chiede l’intervento dei soccorsi senza valido motivo. L'importo, tuttavia, rimane ancora imprecisato

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Secondo le bozze della nuova legge di bilancio, a partire dal 2026, coloro che chiederanno l’aiuto del soccorso alpino senza necessità, o perché impreparati, dovranno pagare di tasca propria le spese di intervento.
Nonostante la perplessità dei tecnici di soccorso, arriva la conferma dell’indiscrezione emersa dalle pagine de La Repubblica il 19 ottobre scorso (ne parlava Il Dolomiti in questo articolo).
Secondo quanto emerge dalla bozza, in caso di dolo o colpa grave, agli escursionisti soccorsi sarebbe richiesta “la corresponsione di un corrispettivo al ministero dell’Economia e delle Finanze”. Insomma, chi si trovasse a chiedere aiuto perché mal equipaggiato; chi si esponesse al pericolo attuando comportamenti imprudenti; o, ancora, chi chiedesse l’intervento dei soccorsi senza valido motivo, dovrà farsi carico delle spese.
Per il momento la misura dovrebbe essere applicata solo per i servizi di ricerca, soccorso e salvataggio della Guardia di finanza, ma non si può escludere che possa essere estesa ad altre tipologie di assistenza anche di altri corpi militari.
L’importo, ancora non definito, sarà stabilito dallo stesso Ministero dell’Economia "in base ai costi del personale, dei mezzi utilizzati, del carburante e delle attrezzature necessarie, nonché le necessarie disposizioni attuative ed applicative". La bozza prevede che le tariffe vengano poi aggiornate annualmente sulla base degli indici Istat. La quantificazione di una somma precisa rimane tuttavia uno dei punti poco chiari secondo i tecnici.
Resterebbero escluse dal decreto le operazioni di soccorso se si è a bordo di navi o aeromobili in situazioni di pericolo, per le quali non bisognerà pagare le spese.
In settimana, la bozza dovrebbe approdare in parlamento.












