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Ambiente | 31 maggio 2025 | 16:00

Dalla rete di teleriscaldamento con biomassa locale all'accumulo dell'acqua piovana, alla malga "green" in quota: un modello friulano che coinvolge la cittadinanza

"Un punto di partenza, anche sperimentale per certi aspetti, volto ad innovare pratiche e modalità di gestione del patrimonio pubblico e privato": alla scoperta della Green Community coinvolge il territorio della Comunità di Montagna del Gemonese comprende, pertanto, i Comuni friulani di Artegna, Bordano, Gemona del Friuli, Montenars, Trasaghis e Venzone

scritto da Caterina Morello

L’area del Gemonese ha saputo cogliere nella Green Community la preziosa opportunità per dare la spinta alla rivoluzione verde di questo territorio, rimasto fuori dal circuito delle "aree interne".

La strategia è un fiore all’occhiello per il Friuli, supportata dalla compartecipazione economica dei Comuni e della Regione stessa: ai 3,6 milioni di euro provenienti dallo Stato, infatti, si sommano ulteriori 100.000 euro dai Comuni, e ben 800.000 dalla Regione Friuli:  «Va evidenziato – si legge infatti in una nota stampa della Regione Friuli -  come le amministrazioni locali dell'area abbiano compiuto un importante salto di qualità, individuato insieme e con grande senso di responsabilità i progetti da mettere in campo tenendo conto della valenza sovracomunale che le opere possono avere».

La strategia coinvolge il territorio della Comunità di Montagna del Gemonese e comprende, pertanto, i Comuni di Artegna, Bordano, Gemona del Friuli, Montenars, Trasaghis e Venzone. La parola al Sindaco di Artegna Alessandro Marangoni, Presidente della Comunità di montagna: «Il progetto nasce in continuità con numerosi altri investimenti sviluppati a livello comunale, dai singoli Comuni, e comprensoriale, sviluppati dalla Comunità di Montagna, a livello di infrastrutture energetiche e di efficientamento energetico. Tutti i 14 progetti della Green Communities costituiscono un punto di partenza, anche sperimentale per certi aspetti, volto ad innovare pratiche e modalità di gestione del patrimonio pubblico e privato». 

 

Un esempio concreto riguarda la realizzazione di una centrale a biomassa a Gemona, collegata alla rete di teleriscaldamento che andrà ad alimentare le nuove scuole, la palestra e la piscina con possibilità di ulteriore estensione impiegando la biomassa legnosa derivante dal territorio. Un progetto ampio e complesso che, nell’ambito della Strategia, vedrà la realizzazione di un primo lotto di opere e uno studio di pianificazione della risorsa forestale, per garantire la più alta sostenibilità possibile. La potenzialità della componente boschiva privata risulta enorme e consentirebbe di rendere ancora più sostenibile l’impiego della biomassa forestale locale evitando di dover ricorrere al rifornimento da zone più lontane. Ovviamente andrebbero create le condizioni per incentivare il privato in tal senso.

Ulteriori esempi si riscontrano nel progetto connesso al progetto sperimentale volto a dotare civili abitazioni di un sistema per l’accumulo dell’acqua piovana per uso irriguo, nella dotazione delle autorimesse comunali di punti per la ricarica di veicoli elettrici (cui si somma un importante finanziamento regionale per l’ammodernamento del parco veicoli degli enti), nella dotazione presso una malga di proprietà comunale di impianto fotovoltaico, batterie di accumulo e l’implementazione della riserva d’acqua per il mantenimento delle attività in quota anche nei mesi estivi evitando il trasporto d’emergenza con autobotti. 

 

«Ovviamente – osserva Marangoni -  i progetti del PNRR non costituiscono un punto di arrivo quanto un punto di partenza: è il caso ad esempio dello studio sul catasto energetico che consentirà di monitorare ed individuare le necessità di investimento future per l’ottimizzazione dei consumi».

Il territorio intende puntare su soluzioni realistiche e già affermate, partendo dal basso per l’acquisizione di traguardi concreti che coinvolgano anche la cittadinanza in una svolta che vuole essere culturale e di lungo periodo, lontano da voli pindarici e sperimentazioni che rischiano di rimanere, in assenza di futuri cospicui finanziamenti,  lettera morta negli archivi dell’Ente: «Gli interventi della Strategia non vedono l’impiego di tecnologie avveniristiche, quanto piuttosto creare le condizioni per uno sviluppo sostenibile basandosi su aspetti di conoscenza, durabilità, economicità, manutenibilità e ovviamente sostenibilità. Di fatto le tecnologie impiegate risultano tutte ricorrenti in quanto già capaci di offrire il salto di qualità necessario per raggiungere obiettivi importanti. Tecnologie alternative sono state considerate ma, in quanto ancora poco mature o sviluppate, sono state scartate onde evitare che gli investimenti risultassero di mera sperimentazione».

 

Il cahier de doléances riporta temi ricorrenti, da Nord a Sud, nell’attuazione della strategia: dalle indicazioni ministeriali di difficile interpretazione alla lunga serie di incombenze procedurali che rallentano, di fatto, l’operatività delle stazioni appaltanti.

 

A far da contraltare, questa volta, il significativo sostegno accordato dalla Regione Friuli- Venezia Giulia: «Come Ente esecutore – conclude il Presidente - è d’obbligo rivolgere un grande ringraziamento alla regione Friuli Venezia Giulia che, attraverso la sua Giunta, ha creduto nelle possibilità del territorio consentendoci, anche attraverso anticipazioni di cassa o estensioni del cofinanziamento iniziale, di poter procedere celermente con tutti i progetti evitando possibili problematiche di natura finanziaria. Si auspica che la fase di rendicontazione da parte dell’autorità centrale risulti altrettanto celere per consentire la chiusura dell’intero progetto».

 

Attività realizzata nell'ambito del Progetto ITALIAE - linea d’intervento Atelier di sperimentazione sulle Green Communities - del Dipartimento pergli Affari Regionali e le Autonomie  della Presidenza del Consiglio dei Ministri, cofinanziato Nell’ambito Del Programma Operativo Complementare Al Pon “Governance E Capacità Istituzionale” Fse-Fesr 2014-2020 Accordo Di Cooperazione Per La Realizzazione Di Attività Nell’ambito Del Progetto “Italiae” - Cup: J51h17000030007

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Questa rubrica dedicata alle Green Community si propone di raccontare le storie delle comunità coinvolte, facendo conoscere i progetti più innovativi e, soprattutto, stimolando un dibattito sulle sfide e le possibilità di uno sviluppo sostenibile per le Terre Alte italiane

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