Contenuto sponsorizzato
Ambiente | 13 febbraio 2026 | 12:00

Monte Catria preso d'assalto per un après-ski: a seguito dell'accaduto cinque realtà propongono un modello alternativo di sviluppo: "Non è un luogo da vivere solo in funzione di un'unica stagione o attività"

Quasi mille persone bloccate a -11 gradi per un après-ski sul Monte Catria, nell'Appennino umbro-marchigiano, fanno notizia. A non fare spesso notizia, purtroppo, sono invece le storie quotidiane di chi vive il territorio, lo custodisce, e punta su un modello alternativo basato sulla multifunzionalità e il turismo lento. Per questo, è importante dare loro voce

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

A metà gennaio abbiamo pubblicato su L’Altramontagna un articolo, a firma di Generoso Verrusio, che trattava di quanto accaduto sul Monte Catria, letteralmente preso d’assalto per un après-ski da circa mille persone che hanno mandato in tilt il Comprensorio: tre ore di attesa già dal mattino per salire, fino a quattro ore per scendere dopo il tramonto, con temperature scese nel frattempo fino a -11 gradi. Verrusio, nell’articolo, si chiedeva: "Quasi mille persone per una festa a 1.400 metri sono o non sono un nuovo modo di vivere la montagna sempre più simile a un’arena da intrattenimento?"

 

A seguito di quanto accaduto, ma non solo, un gruppo di associazioni e realtà locali del versante opposto a quello dove si concentrano gli impianti di risalita e le piste da sci (quello del comune di Cantiano) ha deciso di scrivere un comunicato congiunto non tanto per scontrarsi con il modello del versante opposto della montagna, ma per proporre e raccontare un’alternativa possibile.

 

"Il Monte Catria non è un fondale da consumare in fretta né un luogo da vivere solo in funzione di un’unica stagione o di un’unica attività", scrivono congiuntamente l’Associazione Cantiano 360, l’Associazione Allevatori Cavallo del Catria, il Centro Ippico La Badia, l’Università Agraria della Popolazione di Chiaserna e l’Università Agraria delle XII Famiglie di Chiaserna. "Per le realtà che operano sul versante cantianese il Catria rappresenta, prima di tutto, un territorio abitato, vissuto e curato quotidianamente. Un equilibrio delicato che tiene insieme natura, lavoro, tradizioni e futuro".

 

È da questa consapevolezza condivisa che nasce il comunicato congiunto, promosso da soggetti diversi per storia e ambiti di intervento, ma uniti dalla volontà di raccontare un’altra idea di montagna: accessibile, responsabile e vissuta tutto l’anno.

 

Grazie al modello alternativo che da anni viene sperimentato e costruito a fatica sul versante cantianese, questa parte di territorio si conferma sempre più come una meta privilegiata per chi sceglie un turismo sostenibile, capace di coniugare fruizione del territorio e rispetto dell’ambiente. "Escursioni a piedi, in bicicletta e a cavallo, percorsi naturalistici guidati, attività outdoor a basso impatto ambientale, turismo rurale ed enogastronomico legato alle produzioni locali", raccontano associazioni e realtà locali, "rappresentato un’offerta articolata che permette di scoprire il Monte Catria e i territori limitrofi senza snaturarne l’identità".

Un ruolo centrale in questo modello è svolto dall’Associazione Allevatori Cavallo del Catria, costituita nel 2020 con l’obiettivo di tutelare e valorizzare appunto il Cavallo del Catria, unica razza equina autoctona della Regione Marche, inserita nel Registro delle Agro-biodiversità come risorsa genetica autoctona e fino a pochi anni fa considerata a rischio di estinzione. Questa razza prende il nome proprio dal massiccio del Monte Catria, dove ancora oggi gli esemplari pascolano nei terreni degli allevatori e delle Comunanze Agrarie.

 

Le Università Agrarie della Popolazione di Chiaserna e delle XII Famiglie Originarie di Chiaserna, enti collettivi con origini che risalgono all’Ottocento, custodiscono complessivamente circa 1.000 ettari di pascoli e boschi sul Monte Catria. Attraverso una gestione regolamentata del pascolamento e della silvicoltura, queste realtà contribuiscono alla manutenzione del territorio, alla prevenzione del rischio incendi e alla tutela della biodiversità, garantendo al tempo stesso una fruizione sicura e rispettosa da parte dei visitatori.

 

In questa rete di relazioni si inserisce anche il Centro Ippico La Badia, attivo da oltre trent’anni alle pendici del Monte Catria, nella valle del torrente Bevano. Affiliato a Fitetrec Ante, il centro promuove il turismo equestre come forma di scoperta lenta del territorio, capace di valorizzare paesaggio, benessere e legame profondo tra uomo, animale e ambiente.

 

Accanto a queste esperienze radicate nel mondo rurale e agricolo, opera l’Associazione Cantiano 360, composta da attività economiche, ristoranti e imprenditori del territorio che hanno scelto di fare rete per sostenere una visione condivisa di sviluppo locale. Il progetto più rappresentativo di questo percorso è il "Catria Outdoor Festival", evento diffuso dedicato alla montagna vissuta in modo consapevole, che unisce escursionismo, sport, cultura, laboratori per famiglie e momenti di incontro. L’Altramontagna è stata ospite del Festival nell’edizione 2024. Questo Festival, secondo gli organizzatori, rappresenta anche uno strumento concreto di destagionalizzazione. E distribuire le presenze, diversificare le attività e valorizzare le specificità locali significa ridurre la pressione ambientale e rendere il territorio più resiliente dal punto di vista economico e sociale.

"Il nostro modello di cooperazione dimostra come tutela ambientale, tradizione e sviluppo turistico possano convivere in più stagioni", spiegano associazioni e realtà locali, "un approccio che genera opportunità lavorative, rafforza il tessuto sociale e restituisce alla montagna il ruolo di spazio vissuto e condiviso, non di risorsa da sfruttare. Non consideriamo la montagna solo una destinazione turistica, ma la nostra casa. I boschi, i pascoli, i sentieri e i torrenti fanno parte della vita quotidiana, della cultura e dell’identità delle comunità locali. Custodire il territorio significa prendersi cura di un patrimonio collettivo e trasmetterlo alle generazioni future, condividendolo con chi sceglie di conoscerlo con rispetto e consapevolezza".

 

Su L’Altramontagna abbiamo dato spazio a molte iniziative realizzate da questo gruppo di realtà, che oltra a quanto narrato dimostrano che l’associazionismo, la cooperazione e la sinergia tra vari gruppi che pur lavorano in ambiti differenti può rappresentare una chiave di volta per la vitalità dei territori.

Tra questi articoli segnaliamo: la storia del Birrificio del Catria, quella dei muli ancora utilizzati nel lavoro forestale e non solo, e un’intervista di Pietro Lacasella al sindaco di Cantiano Alessandro Piccini.

 

Qui invece una riflessione di Marco Albino Ferrari ambientata proprio nel comprensorio sciistico marchigiano.

 

Immagine di copertina: a sinistra, fotografia di Simone Belfioretti; a destra di Pietro Lacasella. Le fotografie inserite nell'articolo sono state fornite dal Birrificio del Catria.

SOSTIENICI CON
UNA DONAZIONE
Contenuto sponsorizzato
recenti
Alpinismo
| 08 maggio | 06:00
"Le Dolomiti erano in tempesta e noi, come naufraghi privi di veliero, annaspavamo in quel mare di roccia. Con le [...]
Storie
| 07 maggio | 19:00
In un'epoca in cui molti paesi rischiano di scomparire nella memoria umana, esperienze come questa mostrano come la [...]
Attualità
| 07 maggio | 18:16
La zoologa e ricercatrice, che da vent'anni si dedica alla coesistenza tra uomini e lupi, ha voluto esprimersi in [...]
Contenuto sponsorizzato