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Ambiente | 24 maggio 2025 | 17:00

Fiorisce e fruttifica in autunno o addirittura in inverno. È l'albero simbolo della nostra bandiera, odiato solo da Plinio il vecchio

Alberi dimenticati #11 / Forestpaola ci introduce un albero della macchia mediterranea, dimenticato ma di facilissima identificazione, che a partire dal Risorgimento è diventato emblema del tricolore

scritto da Paola Barducci
Festival AltraMontagna

Se c’è un albero difficile da sbagliare nell’identificazione è proprio lui, il corbezzolo, Arbutus unedo. Prima di tutto perché è un sempreverde, quindi non dovrete stare a lambiccarvi il cervello su gemme strane o foglie secche a terra, secondo perché è proprio tipico dell’ambiente di macchia mediterranea, e sarà facile scovarlo quando sarete alla ricerca di un po’ di ombra nelle calorose giornate estive al mare.

Infine, e forse questa caratteristica vince su tutte, se girate per la macchia in autunno e in inverno resterete incantati di fronte a questo alberello: sulla stessa pianta ci saranno contemporaneamente le foglie verdi, lucide e a margine seghettato, i fiori, piccole campanule bianche riunite in pannocchiette, e i frutti, bacche globose e carnose, con superficie granulosa, rosse a completa maturazione. Insomma avete capito perché a partire dal Risorgimento in Italia questa specie è diventata il simbolo del tricolore?


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Tenete presente che il corbezzolo non è solo "italiano", ma lo si riscontra in tutto il Mediterraneo, talvolta entrando incredibilmente anche nell’entroterra: pensate che lo stemma di Madrid vede un orso che cerca di mangiare proprio i frutti di un corbezzolo; una nota che può indicarci quanto il paesaggio sia cambiato, non solo per condizioni climatiche differenti ma soprattutto per la presenza umana che nel tempo ha modellato il paesaggio talvolta trasformandolo completamente.

Osservando bene la stessa pianta, potreste trovare i frutti a maturazione differenziata, con bacche gialle, arancio e rosse: la raccomandazione di mangiare solo quest’ultime mi sembra quasi ovvia, perché chiunque da ingordo abbia mai provato ad assaggiarne una non dico gialla ma almeno virata verso l’arancione, sa benissimo quanto si sia allappato la lingua, restandone disgustato. Sarà per questo che Plinio il vecchio aveva ipotizzato che se ne potesse mangiare solo uno, da cui unedo del nome specifico? Macché, secondo me semplicemente a Plinio, come ai miei figli, non piaceva la sensazione di questo frutto granuloso in bocca: il nome unedo è più facile che faccia riferimento alla sua scarsa conservabilità, motivo per cui nelle regioni dove lo si riscontra frequentemente è utilizzato trasformato, sotto forma di marmellate ma più probabilmente come liquore o distillato.

Un tempo il corbezzolo era una pianta maggiormente utilizzata, non solo per i frutti, ma anche per il suo legno, ottimo da ardere ma anche per splendidi lavori al tornio: tuttavia come moltissime specie del suo areale presenta un lentissimo accrescimento, per cui sarà più facile scorgerlo a livello arbustivo che arboreo. Ma a noi fa piacere che non sia una specie ad altezza esplosiva, altrimenti i suoi frutti sarebbero mangiati solo dai numerosi uccelli che lo amano quanto noi!

 

Ma sapete perché fiorisce e fruttifica in autunno o addirittura in inverno? Perché a differenza delle specie alpine, che trovano il momento migliore per la riproduzione in estate, moltissime piante appartenenti alla macchia mediterranea devono difendersi dall’eccessivo calore di luglio e agosto in una sorta di letargo che prende il nome di estivazione: in quei mesi la pianta riduce al minimo la sua necessità di acqua bloccando di fatto il metabolismo, quindi anche la fotosintesi. Ai primi freschi autunnali le piante torneranno a regime e potranno finalmente anche utilizzare le loro energie non solo per fiorire ma nel caso del corbezzolo pure per portare avanti la maturazione dei frutti. Insomma un’esplosione di vita proprio quando il resto del mondo festeggia Halloween o addirittura Babbo Natale! (che secondo me deve amare i frutti del corbezzolo, visto che è perfettamente matchato nell’abbigliamento!)

 

 

IMMAGINI

copertina e 1) fiori e frutti del corbezzolo wikimedia 2)statua dell'orso e del corbezzolo, simbolo di Madrid su pixabay 3) frutti a differente maturazione sulla stessa pianta pixabay  4) legno e corteccia del corbezzolo foto wikimedia

il blog
Paola Barducci - "ForestPaola"

Dottoressa forestale libera professionista e Accompagnatrice di territorio del Trentino.

Nata a Firenze, vive in Trentino nella piccola Valle dei Mòcheni. Qui si occupa di boschi 365 giorni all'anno, per questo tutti ormai la chiamano solo "Forest".

Racconta la sua vita nella media montagna, il suo duplice lavoro di dottoressa forestale e di divulgatrice ambientale, il tutto sempre con un sorriso.

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